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Stellantis chiama 300 fornitori a Parigi: meno slogan, più qualità

Stellantis riunisce quasi 300 fornitori europei a Parigi per discutere qualità e nuovi modelli. Il gruppo punta su partnership più solide.

alfa romeo junior speciale

Quasi 300 fornitori europei convocati da Stellantis a Parigi. Non è sembrato affatto un summit di facciata, perché il meeting aveva uno scopo preciso e concreto: per parlare di qualità. Quella che si misura in componenti che funzionano, in auto che non tornano in officina dopo sei mesi.

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Stellantis ha riunito la sua rete di partner europei insieme a circa 100 responsabili degli acquisti e al management del gruppo, e il messaggio era uno solo: da qui in avanti, la filiera conta quanto la fabbrica.

Un’automobile moderna è un puzzle di migliaia di componenti, la maggior parte dei quali non esce da stabilimenti Stellantis ma da aziende esterne sparse per il Continente. Un sensore fuori tolleranza, un connettore mal assemblato, un modulo elettronico con un firmware sbagliato: basta poco per trasformare un lancio atteso in un problema di reputazione.

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In un momento in cui Stellantis sta preparando nuove anteprime europee, l’anello debole della catena rischia di fare più danno di qualsiasi scelta sbagliata al tavolo del design. Bisogna mettere la qualità al centro: non fa una piega.

Emanuele Cappellano, responsabile per l’Europa allargata e per Stellantis Pro One, ha messo sul tavolo la posta in gioco. L’Europa sta entrando in una fase cruciale per il Gruppo. Migliorare i risultati, rinnovare la gamma, rafforzare i marchi. Obiettivi ragionevoli sulla carta, impossibili senza fornitori che siano partner veri e non semplici esecutori di ordini.

Negli ultimi anni, Stellantis ha applicato una pressione notevole sui costi lungo tutta la catena di fornitura: prezzi compressi, cambi di partner, ottimizzazione spinta fino all’osso. Una logica comprensibile in un contesto di margini stretti, ma che ha lasciato qualche cicatrice nei rapporti con la rete. Ora il gruppo parla di coinvolgimento anticipato dei fornitori nei progetti, di comunicazione più trasparente, di collaborazione strutturata già dalle prime fasi di sviluppo.

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L’attenzione si estende anche al post-vendita, perché la qualità percepita non finisce quando l’auto esce dalla linea di montaggio. Disponibilità dei ricambi, tempi di intervento, assistenza, tutto contribuisce all’immagine del marchio tanto quanto il lancio stesso.

Le intenzioni sono note, gli interlocutori erano in sala, i numeri arriveranno dopo. Tra le promesse e i bilanci c’è sempre un modello (o una serie di modelli) di mezzo.