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FireFly contro PureTech: Stellantis sta davvero cambiando strada nei motori?

Il gruppo sembra voler ricostruire fiducia con una strategia più credibile sui motori

FireFly

In casa Stellantis come sappiamo si sta parlando tanto di motori ed in particolare viene spesso fatto, anche da noi stessi, un confronto tra FireFly e PureTech. Ovviamente quella tra questi due motori del gruppo automobilistico non è più solo una questione tecnica. Sta diventando sempre di più il riflesso di una scelta industriale e commerciale più ampia, che riguarda il modo in cui il gruppo intende gestire la propria offerta termica e ibrida in una fase di mercato ancora molto incerta. Questo almeno si desume dalle ultime mosse dell’azienda che come sappiamo dallo scorso anno è guidata dal CEO Antonio Filosa che il prossimo 21 maggio svelerà finalmente il nuovo e aggiungiamo anche atteso piano strategico.

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Stellantis con il Firefly rende più credibile e affidabile la sua strategia sui motori

Tornando alla questione motori, come sappiamo da una parte c’è il PureTech, motore che negli anni ha garantito grande diffusione ma che si porta dietro anche un’eredità problematica sul piano della reputazione. Dall’altra c’è il FireFly, che in questo momento viene invece valorizzato soprattutto nei progetti Fiat più strategici e con una narrazione molto più rassicurante.

Il punto, infatti, è che il nome PureTech oggi evoca aspetti negativi come problemi, richiami etc. Basti ricordare come nel 2025 Stellantis abbia esteso la politica di risarcimento per i reclami dei consumatori europei relativi alle precedenti generazioni dei motori PureTech 1.0 e 1.2, citando problemi legati al consumo eccessivo d’olio e al degrado prematuro della cinghia. A questo si è aggiunto, il 1° aprile 2026, il richiamo globale fino a circa 700.000 vetture del gruppo per un rischio di incendio che coinvolge anche modelli con il 1.2 mild hybrid. Anche quando i problemi non riguardano tutte le varianti allo stesso modo, ovviamente si registra un danno d’immagine evidente.

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Puretech

Sul fronte FireFly, invece, Stellantis sta costruendo una comunicazione molto diversa. La nuova Fiat 500 Hybrid, ad esempio, viene presentata con il motore FireFly 1.0 mild hybrid a 6 marce “interamente realizzato in Italia”, mentre anche Pandina continua a essere proposta con il 1.0 FireFly Hybrid nei listini ufficiali. In questo caso attorno a questo motore c’è tutto un altro tipo di comunicazione. Infatti il FireFly viene raccontato come una soluzione semplice, concreta, accessibile e coerente con il ruolo che Fiat vuole avere nel mercato europeo.

Insomma pare proprio che per quanto riguarda i motori Stellantis stia cercando di cambiare strategia per recuperare un pò di fiducia da parte dei consumatori puntando maggiormente su un motore che attualmente viene percepito come affidabile e credibile.

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Più che una sostituzione netta tra un motore e l’altro, sembra emergere una diversa gerarchia nella percezione dei due progetti. A differenza del PureTech che comunque resta centrale nella gamma di molte vetture del gruppo, ma porta con sé una reputazione che ormai si è fatta pesante tanto da aver cambiato nome, il FireFly, al contrario, appare oggi come il motore su cui costruire una proposta più lineare e più facilmente difendibile presso il pubblico, soprattutto nei marchi italiani.

In questo senso il confronto tra FireFly e PureTech rappresenta il tentativo di Stellantis di rendere più credibile la propria offerta in una fase in cui i clienti guardano con molta più attenzione non solo a consumi e prestazioni, ma anche ad affidabilità percepita, semplicità e fiducia nel prodotto. Ed è proprio su questo terreno che oggi il FireFly sembra avere un vantaggio evidente in termini di immagine.

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