La Citroën 2CV elettrica è confermata, e per molti la delusione è stata palpabile. Un’icona che torna in vita alimentata a corrente è una scelta che divide, soprattutto per chi sperava in qualcosa di più semplice, più fedele allo spirito originale. Eppure la storia potrebbe avere un finale diverso da quello annunciato, e la chiave starebbe nell’aiuto di Fiat.

All’interno di Stellantis i progetti raramente nascono in solitaria. La futura 2CV condivide la base tecnica con una nuova city car Fiat destinata a sostituire la Panda, confermata con un prezzo obiettivo sotto i 15.000 euro e, dettaglio non secondario, un motore a combustione interna. Se la piattaforma è la stessa, la compatibilità con propulsori termici è già dimostrata in partenza.
Non è un salto folle pensare che anche Citroën possa alla fine imboccare la stessa strada, magari con un mild hybrid simile a quello che equipaggia già Lancia Ypsilon, Opel Corsa, Peugeot 208 e C3. Per ora nessuna conferma ufficiale da Parigi, ma i dubbi di Fiat sulla propria quota del progetto parlano da soli.

La Panda rimane un caso di scuola. Lanciata nel 2012 e ancora in listino in Italia e oggi con il nome Pandina, rappresenta oltre il 70% delle vendite Fiat nel Paese, con una quota di mercato che si aggira intorno al 7% ogni mese. Un’auto che in gran parte d’Europa è sparita dai listini, continua ad essere la più venduta in Italia, e questo dato racconta molto su quanto siano (o non siano) pronti certi mercati all’elettrico puro.
Sul tavolo ci sono due opzioni: sviluppare una Panda completamente nuova ibrida, oppure continuare ad aggiornare quella attuale nel frattempo. Quale strada verrà imboccata, ancora non è stato deciso. C’è persino la possibilità di replicare la strategia della 500, tenendo in vita contemporaneamente una versione elettrica e una ibrida (quindi, in soldoni, termica) sotto lo stesso nome, come due anime dello stesso progetto.
La city car Fiat si posizionerà nella gamma sopra il Topolino e la Multiplina, recentemente confermata. Tutto lo sviluppo sarà sostanzialmente condiviso con la 2CV elettrica, entrambe progettate per rispettare le normative europee sulle cosiddette “E-car”.
La piattaforma regge entrambe le soluzioni. Citroën ha confermato solo l’elettrico, ma la porta verso una variante termica non è chiusa. La stessa storia l’abbiamo già vista con la Renault 5, che avrebbe probabilmente fatto numeri ancora più importanti con un motore a benzina sotto il cofano.
