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Mangualde, progetto da 120 milioni: così Stellantis ha cambiato il gioco in Portogallo

Stellantis completa il programma GreenAuto a Mangualde: 120 milioni di euro, 36 aziende, linea batterie da 800 metri quadrati.

stellantis Mangualde, portogallo

Un piano da 120 milioni di euro, 36 aziende coinvolte, 63 nuovi posti di lavoro specializzati. Sono i numeri del programma GreenAuto, il progetto industriale con cui Stellantis ha trasformato lo stabilimento di Mangualde, in Portogallo, in uno dei nodi più rilevanti della catena europea dell’elettromobilità. Non siamo davanti a un esperimento pilota, perché quella portoghese è una riconversione completata e già operativa.

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Lo stabilimento portoghese produce veicoli completamente elettrici dal 2024. Dal nastro di Mangualde escono la Citroën ë-Berlingo, la Peugeot E-Partner, l’Opel Combo Cargo Electric e la Fiat E-Doblò, una famiglia di veicoli commerciali leggeri che copre sia il segmento cargo che quello passeggeri. Un portafoglio prodotti tutt’altro che di nicchia, rivolto a quei mercati professionali dove l’elettrico fatica ancora a convincere.

Il programma è stato sviluppato nell’ambito del Piano di ripresa e resilienza del Portogallo, ma il risultato più concreto va oltre la dimensione del finanziamento pubblico. GreenAuto ha generato 21 nuovi prodotti e processi, ha modernizzato l’impianto e, soprattutto, ha dotato Mangualde di una linea di assemblaggio delle batterie da oltre 800 metri quadri. È lì la partita vera: chi controlla l’assemblaggio delle batterie non è un semplice assemblatore di veicoli, ma un attore strutturale nella filiera.

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Non è un dettaglio secondario nemmeno la formazione del personale. Produrre elettrici richiede competenze che non si trasferiscono automaticamente dall’era endotermica, e quei 63 nuovi profili specializzati rappresentano un capitale umano che lo stabilimento difficilmente restituirà al mercato.

Il Portogallo non vuole limitarsi a importare veicoli elettrici, ma intende produrre anche i componenti che li fanno muovere. Mangualde è, a tutti gli effetti, il primo stabilimento del Paese ad avviare la produzione su larga scala di BEV. Un primato che, nel contesto europeo attuale, vale più di molte promesse. La sfida si giocherà adesso, nella capacità di tenere il ritmo con un mercato che corre tantissimo.