Si chiama Avante in Corea, si chiamerà Elantra in Europa (in quella fortunata parte del Vecchio Continente che la accoglierà). Hyundai ha scelto il Salone di Busan per alzare il sipario sulla nuova generazione di una berlina che il pubblico europeo conosce appena, e in molti casi ha già dimenticato. L’Elantra aveva circolato da queste parti tra il 2000 e il 2006, nella sua terza generazione, con un design talmente sobrio da risultare quasi invisibile. Quello che torna adesso è un’altra cosa.

La carrozzeria misura 4,76 metri, 55 mm in più rispetto alla generazione precedente. Le linee sono tese, i parafanghi muscolosi, i paraurti tagliati con squadra e righello e percorsi da sottilissime firme luminose. L’aspetto è dichiaratamente futuristico, il tipo di estetica che Hyundai ha imparato a costruire con la famiglia Ioniq e che ora filtra anche verso i segmenti più tradizionali.

L’abitacolo è più convenzionale, ma non privo di carattere. La plancia è dominata da uno schermo centrale da 14,6 pollici per l’infotainment, affiancato da un quadro strumenti compatto posizionato alla base del parabrezza. I comandi fisici sono stati preservati, sul volante e sulla console, una scelta che ormai suona quasi controcorrente.

Sul fronte motorizzazioni, Hyundai ha confermato due opzioni. Un quattro cilindri a benzina da 2,0 litri con 149 CV e un ibrido non plug-in da 1,6 litri che arriva a 157 CV. Per il mercato europeo, quel che è certo è che sarà quest’ultima la scelta preferenziale, dato che il costruttore coreano in Europa spinge sull’elettrificazione, lasciando alla Ioniq 6 il terreno del full electric.
Il lancio sul mercato interno è previsto entro fine anno. L’arrivo in Europa, con il nome Elantra, potrebbe avvenire nel 2027, con possibili aggiustamenti per l’omologazione locale. Ci si chiede: c’è ancora spazio per una berlina nel mercato europeo del 2027? Il segmento sta perdendo colpi da anni, lentamente ma costantemente, travolto dai SUV e dai crossover. Hyundai sembra convinta di sì. Almeno, in Paesi come Romania e Bulgaria funziona ancora bene.
