Quasi trent’anni e non sentirli, potremmo dire. L’Alfa Romeo 156, quella col motore 2.4 JTD, è una di quelle auto che il tempo ha trattato meglio di quanto meritasse il decennio in cui è nata. Design firmato Walter de Silva, piattaforma Tipo modificata, la stessa della Fiat, ma con l’intelligenza tecnica che la casa milanese applicò prima di chiunque altro. Parliamo del common rail, il sistema di iniezione a 1.350 bar sviluppato da Fiat e poi industrializzato da Bosch, che avrebbe colonizzato l’intero mercato diesel mondiale. Doveva debuttare sulla Lancia Lybra, ma i ritardi di sviluppo di quella regalarono alla 156 il primato. Arrivò così l’Auto dell’Anno 1998, meritatissimo.

Il motore che vale la pena cercare è il già citato cinque cilindri da 2,4 litri. Nella versione originale da 136 CV spingeva la 156 oltre i 200 km/h, prestazione ancora rara per un diesel di fine anni Novanta. Con l’arrivo delle norme Euro III nel 2001 salì a 140 CV, poi a 150 con il restyling del 2002. Il salto vero arrivò nel 2003 con il secondo restyling firmato Giugiaro: testata a 20 valvole, 175 CV, 225 km/h. La 156 2.4 JTDm, con la “m” di Multijet, era a quel punto sportiva sul serio.

Sul mercato dell’usato i prezzi stanno salendo, come sempre accade quando un’auto inizia a sparire. Un esemplare con motore a 10 valvole e percorrenza intorno ai 100.000 km vale molto meno di 10.000 euro; per la versione a 20 valvole si arriva vicini a quel limite.
Meccanicamente, il 2.4 JTD è robusto. I problemi iniziali del common rail sono stati risolti da oltre venticinque anni e il turbo della versione da 136 CV, che qualche grattacapo lo aveva dato, è storia. Nell’abitacolo, la spia airbag si accende per abitudine e la qualità costruttiva varia da esemplare a esemplare. La ruggine, col tempo, può comparire sul telaio.

Su strada, però, tutto questo passa in secondo piano. Lo sterzo è preciso e comunicativo, la tenuta è agile, il cinque cilindri è vigoroso già a 1.600 giri e continua a spingere con un sound che non ti aspetti da un diesel. Cambio a sei rapporti piacevole, consumi intorno ai 6,5 l/100 km con guida moderata. Le sospensioni sono rigide su fondo irregolare, l’abitacolo è stretto. Però, poterla guidare oggi, senza un solo schermo a distrarti, somiglia molto a un lusso.
