Tesla ha annunciato un nuovo incremento produttivo per la Gigafactory di Berlino, con l’obiettivo di portare lo stabilimento di Grünheide a circa 7.500 veicoli a settimana a partire da ottobre, un aumento nell’ordine del 20% rispetto ai ritmi attuali. L’operazione prevede anche l’assunzione di circa 1.000 nuovi dipendenti, a conferma della centralità che il sito tedesco sta assumendo nella strategia europea del costruttore americano.
Tesla, la Gigafactory Berlino aumenta la produzione del 20% da ottobre con 1.000 nuove assunzioni

L’accelerazione si inserisce in una sequenza già avviata nei mesi precedenti. Ad aprile Tesla aveva comunicato un primo potenziamento della capacità produttiva dello stabilimento per rispondere alla crescente domanda della Model Y, il modello che resta il pilastro delle vendite europee del marchio. A maggio era seguito l’annuncio di nuovi investimenti nella produzione di celle batteria all’interno dello stesso impianto. Sommando i tre passaggi, Tesla stima la creazione di 3.500 nuovi posti di lavoro tra produzione veicoli e batterie nel breve e medio periodo. Una dinamica insolita nel contesto attuale, considerando che Volkswagen ha annunciato il taglio di circa 50.000 posti di lavoro nella sola Germania.
Produrre celle batteria nello stesso stabilimento dove vengono assemblati i veicoli permette a Tesla di accorciare la catena di approvvigionamento del componente più costoso di un’auto elettrica, con ricadute dirette su costi di produzione, tempi di fornitura e margini operativi. La Gigafactory tedesca permette inoltre a Tesla di produrre direttamente nel mercato di destinazione, riducendo la dipendenza dalle importazioni e accorciando la catena logistica verso i clienti europei, un fattore sempre più rilevante in un contesto di pressione su dazi e costi di trasporto.

Il rafforzamento arriva in una fase competitiva particolarmente intensa per Tesla in Europa, dove sia i costruttori tradizionali sia i marchi cinesi stanno esercitando una pressione crescente nel segmento elettrico. Aumentare i volumi della Model Y prodotta a Berlino serve a stabilizzare la disponibilità del modello, migliorare l’efficienza dell’impianto e mantenere competitività sui prezzi in un mercato che non segue sempre traiettorie lineari.
A regime, la Gigafactory di Grünheide arriverebbe così a una capacità annuale nell’ordine delle 390.000 unità, un volume che la collocherebbe tra i principali stabilimenti Tesla al di fuori degli Stati Uniti.
