C’è un’immagine quasi sacrilega che circola tra chi ama davvero l’automobile: i fratelli Maserati che si rivoltano nella tomba all’idea di un Tridente con il cuore tecnologico sviluppato a migliaia di chilometri da Modena. Eppure, nel mondo dell’auto di oggi, la nostalgia non basta più. Soprattutto quando i numeri iniziano a diventare troppo pesanti per essere ignorati.
Maserati potrebbe rilanciarsi con Huawei e JAC: ecco come software cinese, piattaforma condivisa e design italiano potrebbero cambiare il Tridente
Il 2025 di Maserati ha raccontato una crisi profonda: appena 7.900 vetture vendute nel mondo. Un dato che fa ancora più rumore se confrontato con Ferrari e Lamborghini, capaci di consegnare rispettivamente 13.640 e 10.747 auto, pur muovendosi su fasce di prezzo spesso più alte. Il problema del Tridente è ormai evidente: troppo costoso per giocare la partita dei grandi marchi premium tedeschi, ma non sempre percepito come abbastanza esclusivo o desiderabile per sfidare ad armi pari Porsche, Ferrari o Lamborghini.
In questo scenario, Stellantis, sotto la guida di Antonio Filosa, sta cercando una via d’uscita. Non una vendita, almeno ufficialmente. Filosa è stato netto davanti al Parlamento italiano: Maserati non è in vendita, così come non lo è lo stabilimento di Cassino. Ma tenere il marchio non significa lasciarlo com’è. Al contrario, significa ripensarlo da cima a fondo.

Ed è qui che entrano in gioco le voci provenienti dalla Cina. Secondo indiscrezioni circolate negli ambienti industriali asiatici, Stellantis avrebbe avviato colloqui avanzati con Huawei e JAC per sviluppare una nuova generazione di veicoli elettrici di lusso. Non si tratterebbe di una semplice collaborazione tecnica, ma di un progetto molto più ambizioso, costruito sul modello della Harmony Intelligent Mobility Alliance, l’ecosistema con cui Huawei sta già ridisegnando il rapporto tra tecnologia e automobile in Cina.
Lo schema, almeno sulla carta, sarebbe chiaro. Huawei porterebbe il “cervello” dell’auto: software, architettura elettrica, sistemi digitali, connettività e tecnologie di bordo. JAC metterebbe invece i “muscoli”, occupandosi della piattaforma, dello sviluppo tecnico e della produzione. A Maserati resterebbe l’elemento più delicato: l’anima. Design, posizionamento, identità del brand e taratura dinamica dovrebbero rimanere nelle mani italiane, per evitare che il Tridente diventi soltanto un marchio prestigioso applicato a un prodotto senz’anima.

La parte più interessante dell’indiscrezione riguarda però il doppio binario commerciale. In Cina, il modello potrebbe essere venduto sotto il brand Maextro, nato dalla collaborazione tra Huawei e JAC per presidiare la fascia alta del mercato. Nel resto del mondo, invece, la stessa base tecnica potrebbe trasformarsi in una Maserati a tutti gli effetti. Una soluzione pragmatica, forse spiazzante, ma potenzialmente decisiva per riportare competitività a un marchio che in Cina ha perso terreno in modo drammatico: dalle quasi 15.000 vetture vendute nel 2017 a poco più di 1.000 unità nell’ultimo anno.
Il punto è semplice: il cliente cinese del lusso oggi non compra solo pelle pregiata, blasone e prestazioni. Vuole software evoluto, interfacce fluide, assistenza alla guida avanzata e un’esperienza digitale all’altezza dei migliori dispositivi tech. Su questo terreno, Huawei corre più veloce di molti costruttori tradizionali. Per Maserati, agganciarsi a quella competenza potrebbe significare recuperare anni di ritardo senza investire da sola miliardi che Stellantis preferisce destinare ai marchi di volume.

Resta la domanda più scomoda: cosa rimane dell’italianità di una Maserati se il cervello dell’auto parla cinese? La risposta, probabilmente, dipenderà da quanto Modena saprà difendere il proprio ruolo. Filosa punta su partnership controllate da Stellantis e su una Maserati ancora legata al design, alla personalizzazione e all’artigianalità, con la Bottega Fuoriserie destinata a diventare il cuore creativo del marchio.
Non sarà più la Maserati romantica del solo rombo meccanico. Sarà, se il piano prenderà forma, una Maserati ibrida anche nella cultura: stile italiano, intelligenza cinese, governance europea. Una metamorfosi che può far discutere, ma che racconta bene il tempo in cui viviamo. Per salvare il Tridente, oggi, non basta più guardare a Modena. Bisogna avere il coraggio di guardare anche a Shenzhen.
