Il futuro di Mirafiori torna ancora una volta al centro del confronto. Questa volta a fare il punto è Gaetano Thorel, responsabile Fiat e Abarth Europa, intervenuto a Torino durante la presentazione delle nuove Fiat 500 Cabrio Hybrid Dolcevita e Fiat 600 Turbo 100. Negli ultimi giorni si è parlato molto della produzione della Fiat 500 ibrida, un modello su cui Stellantis punta per ridare fiato allo stabilimento torinese, anche se i numeri sembrano ancora distanti dall’obiettivo, indicato in passato, di oltre 100 mila unità l’anno.
Thorel rilancia Mirafiori con la Fiat 500 ibrida: nei primi mesi la produzione cresce e l’obiettivo realistico sale a 80 mila unità
Thorel ha provato a riportare il discorso su un terreno più concreto. “Nei primi 5 mesi a Mirafiori abbiamo costruito più 500 rispetto allo scorso anno”, ha spiegato, lasciando intendere che il ritmo produttivo stia comunque migliorando. L’obiettivo più realistico, almeno per ora, sembra essere quello delle 80.000 unità, “più del doppio rispetto allo scorso anno”. Un traguardo importante, anche se ancora lontano dalla soglia psicologica delle 100 mila vetture.
Il manager, però, non chiude la porta a una seconda parte dell’anno più brillante. “È chiaro che speriamo di fare ancora di più, magari 100.000 unità complessive”, ha aggiunto. A dare una mano potrebbero essere due novità attese da tempo: l’avvio della produzione della 500 Cabrio e l’arrivo, da luglio, delle versioni con guida a destra. Due tasselli che dovrebbero ampliare il bacino commerciale del modello e sostenere i volumi nei prossimi mesi.

Il tema resta delicato, perché Mirafiori non è uno stabilimento qualunque. È un nome che pesa nella storia industriale italiana e ogni aggiornamento sui suoi ritmi produttivi viene letto anche in chiave occupazionale. Dopo mesi difficili, segnati da incertezze, rallentamenti e cassa integrazione, la Fiat 500 ibrida è vista come una delle leve principali per dare maggiore continuità al sito.
Thorel ha poi inserito il discorso in una cornice più ampia, quella del ruolo di Fiat dentro Stellantis. “Fiat è uno dei quattro brand globali del Gruppo, insieme a Jeep, Ram e Peugeot”, ha ricordato, sottolineando come nei primi cinque mesi dell’anno il marchio abbia venduto oltre 500.000 auto nel mondo. “Siamo il brand di volume del Gruppo”, ha aggiunto, rivendicando una posizione chiara: Fiat deve continuare a presidiare il terreno della mobilità urbana.
Secondo il dirigente, quello delle auto compatte è un campo in cui il marchio non può permettersi di arretrare. La gamma, ha spiegato, è passata dal coprire il 40% del mercato a gennaio 2025 all’80% nel 2026, con un’offerta praticamente raddoppiata. In Europa Fiat è cresciuta di mezzo punto, arrivando al 3,3% di quota tra passenger car e veicoli commerciali leggeri. In Italia, nei primi cinque mesi, la quota ha raggiunto il 12,8%, un dato che beneficia già di Grande Panda e 500 ibrida, ma non ancora dell’arrivo del cambio manuale.

Nel quadro strategico rientra anche Stellantis&You, definito da Thorel “un privilegio enorme” perché permette di ricevere un feedback diretto da chi ogni giorno vende automobili. Luca Napolitano, Coo Stellantis&You sales and service, ha ricordato i numeri della rete: 159 siti in Europa, 40 hub per la distribuzione dei ricambi e 10.600 dipendenti. Un asset che contribuisce per il 15% ai volumi del nuovo e che, nelle parole del manager, deve funzionare anche come antenna per capire in anticipo dove si muove il mercato.
