La Fiat 500 ibrida doveva essere una boccata d’ossigeno per Mirafiori. Nei piani di Stellantis, il suo arrivo avrebbe dovuto riportare volumi, lavoro e continuità in uno stabilimento che da tempo fatica a trovare un ritmo produttivo stabile. L’obiettivo era molto ambizioso: arrivare a 100.000 unità all’anno. Un traguardo che, sulla carta, avrebbe potuto ridare centralità alla fabbrica torinese dopo le difficoltà legate alla sola versione elettrica.
La 500 ibrida non decolla e Mirafiori resta in bilico, mentre Fiat Grande Panda cresce forte e sposta altrove la spinta Fiat
I numeri dei primi mesi del 2026, però, raccontano un’altra storia. A maggio la Fiat 500 ha registrato 2.140 immatricolazioni in Italia. La versione ibrida rappresenta quasi tutto il totale, con 2.048 unità, mentre l’elettrica resta su volumi marginali. Nei primi cinque mesi dell’anno, il modello si è fermato a 7.822 unità complessive. Tradotto: circa 1.500 auto al mese. Se il passo rimanesse questo, a fine anno si arriverebbe intorno alle 17.500 vetture, una cifra molto lontana dalle aspettative iniziali.
Per Mirafiori è un segnale che non può essere sottovalutato. La 500 ibrida doveva essere la risposta concreta a mesi di incertezza, cassa integrazione e produzione intermittente. Doveva riportare fiducia dentro e fuori lo stabilimento. Per ora, invece, i volumi non bastano. Senza una spinta più forte sul mercato, magari con offerte mirate o politiche commerciali più aggressive, il rischio è che Torino debba affrontare ancora una lunga fase di difficoltà.

A rendere il quadro più delicato c’è il confronto con la Fiat Grande Panda. Il nuovo modello, costruito nello stabilimento serbo di Kragujevac, sta invece trovando un’accoglienza decisamente più solida. A maggio ha raggiunto 2.974 immatricolazioni, mentre da gennaio a maggio è arrivato a 19.867 unità. La versione ibrida è quella più richiesta, seguita dalla benzina e dall’elettrica.
La Fiat Grande Panda è così salita al terzo posto tra le auto più vendute in Italia nei primi cinque mesi del 2026. Continuando con questo ritmo, potrebbe avvicinarsi alle 50.000 unità entro la fine dell’anno. È una buona notizia per Fiat, ma allo stesso tempo apre un paradosso evidente.

Il modello che doveva rilanciare Mirafiori resta lontano dagli obiettivi, mentre quello che sta davvero spingendo le vendite del marchio viene prodotto all’estero. Antonio Filosa ha confermato che la nuova generazione della 500 arriverà non prima del 2030 e continuerà a nascere a Torino. Ma il 2030 è lontano. E nel frattempo Mirafiori ha bisogno di risposte molto prima.
