La nuova Lancia Gamma non è ancora arrivata in concessionaria, ma è già riuscita ad accendere il dibattito tra appassionati e osservatori del marchio. A far discutere, questa volta, non è il modello ufficiale, ma un render firmato da Thibault Devauze, chief designer di GAC Milano, che immagina una strada diversa per il ritorno dell’ammiraglia Lancia: non un crossover, ma una berlina fastback elegante, bassa e profondamente legata alla tradizione del marchio.
Un render immagina la nuova Lancia Gamma come berlina fastback: un omaggio alla tradizione
L’interpretazione digitale guarda in modo dichiarato alla Gamma originale, presentata nel 1976 e proposta nelle varianti berlina e coupé. Quella vettura, disegnata da Pininfarina, rappresentava una Lancia raffinata, personale, capace di distinguersi dalle concorrenti dell’epoca con uno stile sobrio ma ricercato. Il render riprende proprio quello spirito, cercando di tradurlo in una forma moderna e più vicina all’idea classica di ammiraglia italiana.
La Lancia Gamma ufficiale seguirà però un’altra strada. Il modello destinato alla produzione come sappiamo sarà un crossover fastback lungo 4,67 metri, sviluppato sulla piattaforma STLA Medium e assemblato nello stabilimento di Melfi. La gamma dovrebbe comprendere versioni ibride ed elettriche, con potenze fino a 375 CV e autonomie dichiarate fino a 740 chilometri nelle configurazioni più efficienti. Numeri importanti, pensati per rendere il modello competitivo in un segmento sempre più affollato.

La scelta del crossover risponde a una logica industriale chiara. Il mercato europeo continua a premiare SUV e modelli rialzati, soprattutto nelle fasce medio-alte. Per Stellantis, e per una Lancia ancora impegnata nella propria rinascita, puntare su una carrozzeria più richiesta significa ridurre i rischi e sfruttare al meglio piattaforme e tecnologie condivise.
Eppure il render di Devauze colpisce proprio perché racconta un’altra Lancia: più emotiva, più fedele alla memoria del marchio, meno condizionata dalle mode del momento. Le due visioni sembrano quasi opposte. Da una parte c’è la razionalità del prodotto reale, costruito per vendere e inserirsi nel mercato. Dall’altra c’è il fascino di una berlina che parla direttamente agli appassionati.

