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Lancia riparte da Fiat: addio sogno premium o ritorno ai tempi d’oro?

Stellantis rivede il piano per Lancia e riporta il marchio sotto la gestione diretta di Fiat, dopo risultati inferiori alle attese. La nuova Gamma potrebbe essere l’ultimo modello sviluppato in autonomia, mentre la futura Delta è in dubbio. Il rilancio punterà su piattaforme comuni e su un ritorno a formule già vincenti in passato.

Fiat e Lancia

Il futuro di Lancia cambia direzione. Il nuovo piano industriale di Stellantis, presentato il mese scorso, riporta il marchio sotto la gestione diretta di Fiat, segnando una svolta importante nel percorso di rilancio avviato con la nascita del gruppo. Una decisione che arriva dopo risultati commerciali inferiori alle attese e che punta a dare nuova energia a un brand storico che però ancora deve trovare il proprio ruolo in Europa.

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Lancia torna sotto Fiat: il rilancio riparte dai modelli condivisi

La nuova Gamma sarà con ogni probabilità l’ultimo modello sviluppato in autonomia da Lancia. Più incerto, invece, appare il destino della nuova Delta, pensata inizialmente come terzo pilastro della strategia premium insieme a Ypsilon e Gamma. Il progetto potrebbe non vedere mai la luce, almeno nella forma immaginata in origine.

Il ritorno nell’orbita Fiat non è però una novità assoluta. La storia tra i due marchi è lunga: Lancia entrò nel gruppo torinese nel 1969, mantenendo una propria identità ma condividendo progressivamente piattaforme, componenti e logiche industriali. Con FCA prima e Stellantis poi, il marchio aveva tentato una strada più autonoma e premium. La nuova Ypsilon doveva aprire questa fase, ma i risultati non sarebbero stati sufficienti a confermare la rotta.

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Ora la strategia potrebbe cambiare in modo netto. Fiat guiderà il futuro di Lancia probabilmente attraverso modelli costruiti su basi comuni, come quelle della Grande Panda o delle nuove vetture attese nei prossimi anni. Antonio Filosa ha parlato di un ritorno ai “tempi d’oro”, richiamando una formula che in passato ha funzionato.

I numeri lo dimostrano. La Fiat Idea vendette 212.005 unità, mentre la Lancia Musa, sua versione più raffinata, arrivò addirittura a 238.339 esemplari. Anche l’accoppiata Fiat Ulysse e Lancia Zeta-Phedra ottenne risultati interessanti, con 191.413 unità per la Ulysse e 65.681 per le varianti Lancia.

Non tutti i precedenti, però, sono incoraggianti. Nell’era FCA, i modelli derivati da Chrysler si rivelarono un insuccesso: Thema, Voyager e Flavia non riuscirono a conquistare il pubblico europeo.

La domanda ora è quale Lancia nascerà da questa nuova fase. Più razionale, più accessibile e più vicina a Fiat, oppure ancora capace di conservare eleganza e identità? Le prime risposte arriveranno dopo il debutto della Gamma.

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