Mirafiori si ferma da lunedì. La comunicazione è arrivata ai lavoratori dello storico stabilimento torinese, dove era già previsto uno stop dal 24 al 29 giugno per il maxi ponte legato alla festività di San Giovanni. La novità, però, è che la fermata arriva in anticipo e si lega ufficialmente alla mancanza di componenti, un problema che già la scorsa settimana aveva bloccato la produzione della Fiat 500.
Mirafiori anticipa lo stop per la carenza di componenti: la produzione della Fiat 500 si ferma e cresce la preoccupazione
Secondo quanto indicato da Stellantis, le difficoltà sarebbero collegate alla crisi nell’area di Hormuz e al mancato arrivo di alcune forniture destinate alla linea della Fiat 500 elettrica e ibrida. Anche se la situazione geopolitica sembra avviata verso una distensione, gli effetti sulla logistica e sulla catena dei componenti potrebbero richiedere ancora settimane prima di normalizzarsi. La carenza sarebbe inoltre alla base della decisione di ridurre la produzione giornaliera di vetture.
Il nuovo stop arriva in un momento particolarmente delicato per Mirafiori. Pochi giorni fa il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, aveva provato a rilanciare fiducia sul futuro industriale del sito, confermando davanti alle commissioni parlamentari che anche la nuova Fiat 500 sarà prodotta a Torino. Una prospettiva importante, ma spostata al 2030, quindi non sufficiente, secondo i sindacati, a rispondere alle urgenze del presente.
Molto duro il commento della Fiom Cgil di Mirafiori, che parla di un “segnale pessimo”. Secondo il sindacato, dalla fine della cassa integrazione a gennaio questa sarebbe la fermata totale più lunga, proprio nel periodo in cui avrebbe dovuto registrarsi il picco produttivo della 500 ibrida. Una situazione giudicata preoccupante anche alla luce dei tempi lunghi indicati per i nuovi modelli.

La Fiom chiede un intervento immediato delle istituzioni regionali e nazionali per evitare che il 2026, indicato come l’anno della piena occupazione, si trasformi invece in una nuova stagione di ammortizzatori sociali. Il timore è che Mirafiori entri in un tunnel di declino industriale con ricadute pesanti su tutto il territorio, dalla fabbrica all’indotto.
