Nell’agosto del 1966, dunque esattamenre 60 anni fa, venne presentata la Opel Rekord C, terza generazione di una famiglia che, per importanza all’interno della gamma, può essere paragonata alla Astra di oggi. Non era un’auto di lusso, né voleva esserlo. Puntava piuttosto a offrire spazio, comfort e affidabilità a un pubblico molto ampio.
La Opel Rekord C compie 60 anni: il debutto avvenne nell’agosto del 1966
Rispetto alla Rekord B, il nuovo modello cambiò profondamente. Opel non si limitò a ritoccare qualche dettaglio, ma intervenne sul progetto nel suo insieme, partendo dalle proporzioni e arrivando al comportamento su strada. La scelta era notevole: berlina a due o quattro porte, station wagon a tre e cinque porte, variante furgonata e, poco dopo, una coupé fastback che sarebbe diventata una delle versioni più desiderate.

Anche la gamma dei motori era costruita per soddisfare esigenze molto diverse. Sotto il cofano trovavano posto unità CIH a quattro e sei cilindri, con cilindrate comprese tra 1,5 e 2,2 litri. Le potenze andavano da 58 a 106 CV. Oggi possono sembrare numeri modesti, ma all’epoca permettevano alla Rekord di svolgere più ruoli: auto di famiglia, compagna di viaggio e, nelle varianti più brillanti, modello dal temperamento decisamente più vivace.

La Rekord C portò inoltre soluzioni tecniche avanzate per il periodo. I freni a disco anteriori, il servofreno e l’impianto a doppio circuito erano previsti su tutta la gamma. Al retrotreno Opel abbandonò le balestre e introdusse le molle elicoidali, affiancate dalla barra Panhard e dai doppi bracci oscillanti. Il risultato fu un’auto più comoda, stabile e sicura.
Il lato più affascinante della Opel Rekord C emerse però con le versioni sportive. La coupé fastback, priva del montante centrale e caratterizzata dal celebre profilo “a bottiglia di Coca-Cola”, aveva una presenza tutta sua. Nel 1967 arrivò poi la Sprint da 106 CV, con strisce da rally e fari supplementari. Ancora più radicale fu la “Vedova Nera” del 1968, una vettura da corsa da 180 CV costruita quasi clandestinamente da un gruppo di tecnici Opel.
I numeri premiarono il progetto. Quando la produzione terminò, nel dicembre 1971, erano stati realizzati oltre 1,25 milioni di esemplari. La Rekord C diventò così la prima Opel capace di superare il milione di unità, entrando anche nella cultura popolare tedesca e sulle copertine di due album dei Die Toten Hosen.

Oggi quella stessa idea di automobile concreta e versatile continua con la nuova Opel Astra e con la Astra Sports Tourer, protagoniste della campagna “Feel the made in Germany”. Le dimensioni sono vicine a quelle della vecchia Rekord, ma il contenuto tecnologico appartiene a un’altra epoca: fari Intelli-Lux Matrix LED, sedili Intelli-Seat, motorizzazioni ibride, diesel e plug-in hybrid, oltre alla Astra Electric con un’autonomia dichiarata fino a 454 chilometri nel ciclo WLTP.
