UBS ridimensiona le aspettative su Stellantis e guarda con maggiore prudenza al percorso di rilancio del gruppo. La banca svizzera ha infatti abbassato il giudizio sul titolo da “Buy” a “Neutral”, tagliando anche il prezzo obiettivo da 9,50 a 5,80 euro. Il nodo principale resta il Nord America, dove la ripresa c’è stata nei volumi, ma finora non ha prodotto i risultati economici sperati.
UBS abbassa il rating su Stellantis e riduce il target
Secondo l’analista Patrick Hummel, Stellantis sta vendendo di più negli Stati Uniti, ma fatica ancora a trasformare questa crescita in margini. Nel secondo trimestre i ricavi nordamericani sono aumentati del 32 per cento e le vendite del 6 per cento, ma il margine operativo complessivo del gruppo si è fermato all’1,8 per cento. In altre parole, le auto escono dalle concessionarie, ma la redditività resta debole.
A complicare il quadro ci sono anche le scorte ancora elevate presenti presso la rete. Per riportarle sotto controllo, Stellantis potrebbe essere costretta a rallentare la produzione nel terzo trimestre oppure ad aumentare gli incentivi commerciali. Entrambe le soluzioni avrebbero un costo. Produrre meno significa rinunciare a parte dei volumi, mentre spingere sugli sconti rischia di erodere ulteriormente i margini.
UBS sottolinea inoltre che alcuni nuovi modelli non starebbero raccogliendo l’accoglienza prevista. Per questo la banca ha rivisto al ribasso le stime sull’utile operativo rettificato: 3 miliardi di euro nel 2026, con un margine dell’1,9 per cento, e 4,7 miliardi nel 2027, pari al 2,9 per cento.

Sul gruppo pesano anche la concorrenza sempre più forte in Europa, le difficoltà nei mercati internazionali e il rischio di nuovi aumenti nei costi delle materie prime. Il giudizio non è però diventato “Sell”. UBS continua a considerare il Nord America l’area con le condizioni migliori per un recupero. Stellantis dovrà dimostrare di saper trasformare i volumi in utili, riconquistando quote senza ricorrere a sconti troppo pesanti. Il gruppo, nel frattempo, ha confermato gli obiettivi per il 2026, contando soprattutto su un quarto trimestre più solido.
