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Dal quasi fallimento a partner di punta per Stellantis: cos’è successo a Carvana

Carvana ha acquisito sette concessionarie Stellantis e nella prima metà dell'anno ha moltiplicato le vendite da 50 a 700 unità al mese.

Carvana, concessionaria

Qualche anno fa Carvana era l’esempio di come bruciare un’azienda in tempo record. Oggi vale più di qualsiasi delle tre grandi di Detroit. La nemesi della concessionaria tradizionale non solo è sopravvissuta, ma ha deciso anche di proliferare a aprire delle concessionarie.

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Il rivenditore online di auto usate ha acquisito in silenzio sette punti vendita fisici, tutti a marchio Stellantis, nell’arco dell’ultimo anno. Si è partiti da una con Chrysler, Dodge, Jeep e Ram a Casa Grande, in Arizona, e si è arrivati fino ad Avon Lake, nell’area di Cleveland. Ogni sede ha già la sua homepage brandizzata Carvana. Nessuna dichiarazione pubblica sull’operazione, nonostante le ripetute richieste di diverse testate. CNBC riferisce che i dettagli dovrebbero emergere in occasione di un prossimo evento mediatico.

La concessionaria di Casa Grande, prima acquisita, è oggi prima a livello nazionale per volumi Stellantis. Oltre 700 veicoli nuovi venduti nell’ultimo mese. Prima dell’arrivo di Carvana, la media era di 30-50 unità. Parliamo praticamente di un cambio di categoria.

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Il metodo resta quelloper cui si compra online, si riceve l’auto a casa, si guida. Niente venditori che ti inseguono tra i modelli esposti, niente trattative al ribasso che sembrano eterne. Le sedi mantengono però l’assistenza post-vendita e i test drive in presenza, per chi vuole ancora toccare il volante prima di firmare. Un ibrido, insomma, tra l’e-commerce puro e la concessionaria classica.

La scelta di Stellantis come partner d’ingresso non è casuale. Secondo un analista di Stephens Inc., i marchi del gruppo sarebbero stati scelti per la disponibilità dei punti vendita e per i costi di acquisizione più contenuti rispetto ad altri. Che sia una testa di ponte verso altri marchi è più che un’ipotesi.

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Sean Hogan, presidente del National Dealer Council, dichiara con franchezza: se Carvana fa qualcosa di meglio, bisogna adattarsi o diventare irrilevanti. Probabilmente già troppo tardi per molti.