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Carvana compra le concessionarie Stellantis: l’ottimismo del nome di spicco

Stellantis perde il 70%: mentre il titolo STLA tocca i minimi, Carvana scommette sull’acquisizione di concessionarie.

carvana concessionario

General Motors ha più che raddoppiato il valore delle sue azioni, Ford è rimasta sostanzialmente ferma con un -2%, Stellantis ha bruciato il 70% della sua capitalizzazione. Stesso settore, stesso mercato, risultati che sembrano estratti da universi paralleli. E mentre il titolo STLA continua a perdere quota, c’è chi scommette su una sua resurrezione, e lo fa comprando concessionarie.

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Carvana, il rivenditore online di auto usate noto per i suoi iconici distributori automatici, sta cambiando pelle. La scorsa settimana ha acquisito un’altra concessionaria Stellantis, proseguendo una transizione verso un modello ibrido che mescola e-commerce e presenza fisica.

carvana concessionario

La mossa ha una logica solida. Una fetta di consumatori non comprerà mai un’auto senza toccarla, vederla, annusarla. Le nuove sedi, concentrate nel sud-ovest degli Stati Uniti, area finora scoperta dalla rete di Carvana più radicata sulla costa orientale, non aprono solo a nuovi clienti, ma anche alla vendita di veicoli nuovi, con margini superiori rispetto all’usato. In più, garantiscono un flusso costante di auto usate e fine-leasing da ricondizionare e rivendere. Strategicamente, funziona. La scommessa su Stellantis, invece, è un’altra storia.

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Avrebbe potuto acquisire concessionarie di qualsiasi altro marchio. Ha scelto Stellantis. Il segnale è chiaro, ma gli investitori farebbero bene a non seguire quella porta a occhi chiusi. Perché le sfide davanti all’azienda guidata da Antonio Filosa sono concrete e pesanti.

Un onere da circa 26 miliardi di dollari legato alla revisione della strategia sull’elettrico, previsto per fine 2025, supera l’intera capitalizzazione di mercato attuale della casa automobilistica, ferma intorno ai 20 miliardi. Dividendo sospeso, titolo a pezzi, e un portafoglio da 14 marchi che richiede investimenti significativi e, in alcuni casi, una direzione strategica ancora da definire. La quota di mercato globale è scesa dall’8,1% del 2020 al 6,1% nel 2025, secondo S&P Global Mobility.

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filosa, stellantis

Il cuore del problema resta il Nord America. Prezzi fuori mercato, gamma prodotti inadeguata, concessionari in rivolta. Stellantis sta investendo circa 13 miliardi di dollari per reintrodurre modelli a benzina e ibridi e recuperare terreno, ma questa scelta rischia di rallentarla ulteriormente nella corsa all’elettrico.

La scommessa di Carvana ha senso come espansione di rete, indipendentemente dalla sorte di Stellantis. Per gli investitori, invece, il titolo STLA è una storia di possibile recupero che non ha ancora trovato il suo capitolo convincente. L’opportunità potrebbe esserci. Ma non oggi.

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