Su Cars&Bids è apparsa una Lancia Delta HF Integrale Evo II del 1993, e l’offerta più alta al momento si ferma a 30.000 dollari (poco più di 26mila euro). Cifra ridicola, se confrontata con le quotazioni reali del modello che si vedono recentemente: il prezzo medio oggi viaggia in modo quasi schizzofrenico, con aste concluse a 50.000 euro e altre, dove i chilometri percorsi erano pochi, hanno superato abbondantemente i 100.000 euro. Casi sconvolgenti hanno raggiunto anche i 200.000 euro, per quelle Delta chiusi in garage per decenni.
Con un’asta ancora aperta per sei giorni, con chiusura il 24 giugno, e una riserva non dichiarata, la cifra attuale (probabilmente) è destinata a salire parecchio.

L’esemplare in questione sfoggia una verniciatura Rosso Monza (scelta felice, a essere onesti) e interni beige in Alcantara, completati da volante Momo, aria condizionata, sedili Recaro davanti e cerchi Speedline Monte Carlo da 16 pollici.
Sotto la pelle di questa Delta HF Integrale restano gli ingredienti che hanno fatto la leggenda: differenziale posteriore Torsen autobloccante, differenziale centrale viscoso Ferguson e spoiler posteriore regolabile. Il cuore è un motore quattro cilindri 2.0 turbo da 212 cavalli e 315 Nm, trasmessi alle ruote tramite un cambio manuale a cinque marce.

Duecento cavalli oggi fanno sorridere, ma qui parliamo di un’auto pensata in un’epoca analogica, leggera, diretta, capace di restituire più adrenalina di certe sportive moderne molto più potenti sulla carta. Tra le poche modifiche dichiarate dal venditore figurano autoradio Power Acoustik, scarico Gruppe A, filtro dell’aria non originale e molle Eibach.

Non manca qualche segno del tempo: graffi sui cerchi, scheggiature sulla carrozzeria, una crepa sulla minigonna destra, usura nell’abitacolo, climatizzazione da ricaricare e corrosione sul sottoscocca.

A marzo 2026 questa Delta ha ricevuto paraurti posteriore, fanali, parabrezza, molle, candele, filtro aria e lampadine quadro strumenti nuovi, oltre al classico cambio olio e filtro. Il contachilometri segna circa 154.000 km. Inevitabile, a questo punto, chiedersi quanto salirà ancora l’offerta all’asta prima che qualcuno si porti a casa un pezzo di storia italiana.
