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Calenda incalza Filosa: “Bene la produzione, ma la crescita senza Leapmotor è più bassa. Alfa Romeo, Lancia e Maserati preoccupano”

Carlo Calenda accoglie con prudenza critica il nuovo corso Stellantis illustrato da Antonio Filosa alla Camera. Pur riconoscendo segnali di miglioramento, contesta i numeri sulle immatricolazioni e chiede certezze sul rilancio di Alfa Romeo, Lancia e Maserati, sui possibili partner industriali e sul futuro dell’auto italiana tra investimenti, produzione e occupazione.

Carlo Calenda

Carlo Calenda sceglie una linea di prudenza critica davanti al nuovo corso Stellantis illustrato da Antonio Filosa alla Camera. Il clima dell’audizione è apparso più disteso rispetto al confronto del 2024 con Carlos Tavares, ma il leader di Azione ha evitato letture troppo ottimistiche, concentrandosi sui numeri, sulla gamma dei marchi italiani e sul futuro dell’alta fascia.

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Calenda applaude i progressi di Stellantis ma avverte: senza Leapmotor la crescita rallenta e Alfa Romeo, Lancia e Maserati restano il vero nodo

Filosa ha presentato un quadro in miglioramento: immatricolazioni in crescita, produzione in aumento, cassa integrazione in calo e un piano strategico da 60 miliardi di investimenti con oltre 60 lanci globali tra il 2026 e il 2030. Ha rivendicato il ritorno alla qualità del prodotto, la centralità dell’Italia in Europa e la volontà di non vendere Maserati né Cassino, pur aprendo a possibili partnership industriali.

È proprio su questi punti che Calenda ha scelto di incalzare l’amministratore delegato. “Non credo che le immatricolazioni siano cresciute”, ha osservato, sostenendo che, al netto dell’effetto Leapmotor, l’aumento sarebbe intorno al 5 per cento. Una precisazione non marginale, perché sposta il confronto dal dato complessivo alla reale forza commerciale dei marchi storici del gruppo.

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Il leader di Azione ha comunque riconosciuto alcuni segnali positivi, a partire dall’incremento della produzione e dalla promessa di nuovi modelli. Ma il suo giudizio resta sospeso. Per Calenda, il nodo principale riguarda Alfa Romeo, Lancia e Maserati, marchi che dovrebbero rappresentare il cuore nobile dell’industria automobilistica italiana e che invece, secondo la sua lettura, soffrono ancora un problema di successo dei modelli nell’alta gamma.

La domanda politica e industriale è chiara: le nuove promesse basteranno a rilanciare prodotti, stabilimenti e occupazione? Calenda ha chiesto se sia previsto l’ingresso di un partner straniero, tema delicato soprattutto dopo l’apertura di Filosa a collaborazioni su Maserati e Cassino. Una possibilità che potrebbe portare tecnologia e investimenti, ma anche interrogativi sul controllo strategico.

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L’audizione ha mostrato un cambio di tono rispetto al passato, ma non ha cancellato i dubbi. Per Calenda, la sfida è dimostrare che i marchi italiani possono tornare davvero competitivi, desiderabili e produttivi in Italia.

In questo senso, per Calenda l’Italia può avere un ruolo centrale solo se i numeri saranno sostenuti da modelli capaci di vendere e da scelte industriali verificabili. La partita, per Calenda, non si chiude con l’audizione: comincia quando gli annunci dovranno diventare auto, lavoro e mercato nei prossimi mesi e anni.