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Stellantis, Cappellano ammette la difficoltà contro la Cina: “Così gli investimenti non sono sostenibili”

Stellantis rivede la strategia elettrica puntando sulle auto a basso costo e guardando alla Cina come riferimento e concorrente diretto. Il gruppo valuta anche possibili collaborazioni industriali con partner cinesi per migliorare la redditività, mentre prepara modelli accessibili come la futura Citroën 2CV elettrica e una nuova Fiat per ridurre il divario di prezzo con i termici.

Stellantis - Leasing sociale Francia

Stellantis cambia ancora rotta sull’elettrico e lo fa guardando dritto alla Cina. Nel nuovo corso avviato con Antonio Filosa alla guida del gruppo, il tema non è più soltanto quali modelli produrre, ma come reggere una concorrenza che sui prezzi sta mettendo sotto pressione l’intera industria europea.

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Stellantis valuta alleanze e nuove elettriche low cost per reggere la pressione cinese

Il punto più netto arriva dalle parole di Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa. Secondo quanto riportato da Automotive News, il manager ha spiegato che, con l’attuale livello di competizione sui prezzi, Stellantis non può mantenere il livello di investimenti necessario per far avanzare tecnologia e gamma prodotti. Una dichiarazione che fotografa la difficoltà dei costruttori europei: continuare a innovare, investendo cifre rilevanti, mentre i rivali cinesi riescono a spingere sul prezzo con maggiore aggressività.

La questione è industriale prima ancora che commerciale. Per Cappellano, investire meno di una quota significativa del margine operativo, superiore al 5%, significherebbe rischiare di restare indietro. Ma proprio qui si apre il divario con la Cina: diversi concorrenti cinesi possono contare su condizioni più favorevoli e su un sostegno pubblico che permette loro di competere senza la stessa pressione sui margini che grava sui produttori europei.

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Da qui una possibile apertura destinata a far discutere: la condivisione di stabilimenti con gruppi cinesi. Una strada che Stellantis potrebbe valutare per imparare direttamente dai nuovi concorrenti, ma anche per migliorare la redditività di alcuni impianti europei oggi sotto pressione. Una mossa pragmatica, ma delicata, perché tocca il cuore della sovranità industriale dell’auto europea.

Sul piano del prodotto, Stellantis sembra voler concentrare gli sforzi sulle elettriche accessibili, segmento in cui l’Europa finora non è riuscita a colmare il divario con la Cina. Il gruppo punta a ridurre la distanza di prezzo, oggi stimata intorno al 20%, tra veicoli elettrici a batteria e modelli equivalenti con motore termico. Il simbolo di questa nuova strategia potrebbe essere la futura Citroën 2CV elettrica, attesa con un prezzo inferiore ai 15mila euro e sviluppata sulla piattaforma STLA One.

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Alla 2CV si affiancherà anche un modello Fiat, la nuova Pandina, mentre la collaborazione con Leapmotor potrebbe diventare un tassello chiave per accelerare lo sviluppo di vetture elettriche economiche. Non è più il tempo di sperimentazioni marginali: per Stellantis, l’auto elettrica accessibile diventa il terreno su cui misurare competitività, capacità industriale e credibilità del nuovo corso.

La sfida, però, resta enorme. Stellantis ha oggi una quota del 13,7% nel mercato europeo dei veicoli elettrici e punta a triplicarla entro il 2030. Per riuscirci dovrà battere la Cina sul suo terreno più difficile: il prezzo, senza sacrificare investimenti, tecnologia e futuro industriale.