Stellantis prova a mettere un punto fermo sul futuro industriale dell’Italia. Nell’incontro con i sindacati, Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, ha ribadito la centralità degli stabilimenti italiani nella strategia dei prossimi anni, parlando di impegni “concreti, strutturali e orientati al lungo periodo”.
Stellantis conferma il ruolo degli stabilimenti italiani nel piano industriale: da Mirafiori ad Atessa, investimenti e lavoro restano al centro
Insomma per il gruppo Stellantis l’Italia resta un pilastro produttivo. Mirafiori e Pomigliano saranno il cuore delle auto piccole, Melfi, Cassino e Modena guideranno la produzione delle vetture di fascia medio-alta e lusso, mentre Atessa continuerà a essere il riferimento per i veicoli commerciali. Una mappa industriale che, nelle intenzioni dell’azienda, punta a valorizzare competenze, specializzazioni e radicamento territoriale.
“Noi stiamo facendo la nostra parte. Con disciplina, con investimenti e con una visione di lungo termine. E continueremo a farla”, ha dichiarato Cappellano davanti alle organizzazioni sindacali. Parole che arrivano in una fase delicata per il settore automotive, stretto tra transizione elettrica, costi elevati, concorrenza globale e incertezza normativa.

Il nuovo piano strategico, collegato a FaSTLAne 2030, viene presentato come un’evoluzione del Piano Italia. Secondo Stellantis, non solo gli impegni assunti sono stati mantenuti, ma “in molti casi superati”. Cappellano ha definito il progetto “chiaro, coraggioso e ambizioso”, pur riconoscendo che le difficoltà non sono finite.
Il nodo, ora, è trasformare gli annunci in produzione stabile e lavoro. Perché dietro i nomi degli stabilimenti ci sono territori, famiglie, competenze operaie e ingegneristiche costruite in decenni di storia industriale. Da Torino a Pomigliano, da Atessa a Melfi, la sfida non riguarda soltanto i modelli da assemblare, ma la capacità di dare continuità a un sistema produttivo che chiede certezze.
“Servono competitività e regole realistiche, orientate allo sviluppo industriale”, ha sottolineato Cappellano. Un passaggio che guarda anche alle istituzioni, chiamate a creare condizioni favorevoli per accompagnare la transizione.

Stellantis, dunque, conferma la propria scommessa sull’Italia. Ma la partita resta aperta: saranno i volumi, gli investimenti effettivi e la tenuta occupazionale a dire se questa nuova fase sarà davvero una ripartenza per il gruppo guidato da Antonio Filosa.
