Volkswagen, meno posti di lavoro e meno modelli: cura dimagrante per Wolfsburg

Il Gruppo Volkswagen taglia 50.000 posti, riduce modelli e piattaforme e punta a 6 miliardi di risparmi annui entro il 2030. Il piano funzionerà?
oliver blume, volkswagen

Confermati i circa 50.000 posti di lavoro in meno, i venti miliardi di risparmi con un Oliver Blume che all’assemblea annuale si dice “ottimista”. Il Gruppo Volkswagen ha le idee chiare su dove vuole arrivare entro il 2030, meno chiaro è quante cicatrici lascerà il percorso. Nel solo 2025, i costi di produzione negli stabilimenti tedeschi sono già stati tagliati di oltre il 20%. Accordi firmati per oltre 28.000 dipendenti. Non basta: il colosso di Wolfsburg è convinto di dover cambiare ancora più in profondità.

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oliver blume, volkswagen

Il piano si articola in otto iniziative chiave. La prima, ridurre la complessità della gamma. Meno modelli, meno varianti, più concentrazione su ciò che vende davvero. Un approccio che ricorda la strategia di Toyota, da sempre maestra nel tenere sotto controllo la proliferazione di prodotto. Il Gruppo VW vuole puntare sui volumi alti per modello, smettendola di disperdere risorse su nicchie che non ripagano.

La seconda iniziativa è quindi ridurre anche il numero di piattaforme e architetture elettroniche, con l’obiettivo di abbassare i costi, velocizzare lo sviluppo e mettere ordine in una struttura che negli anni è diventata ingombrante quanto i suoi SUV.

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Il terzo passo riguarda la sovraccapacità produttiva. Dove la domanda non corrisponde più alla capacità installata, si interviene. Se tutto filerà liscio, il risparmio annuo netto supererà i 6 miliardi di euro entro il 2030.

Nel frattempo, qualche vittima eccellente è già caduta. Audi ha interrotto la produzione di A1 e Q2, Volkswagen ha ritirato la Touran e nel 2027 toccherà alla T-Roc Cabriolet.

Lo scorso anno sono stati lanciati più di trenta nuovi modelli, e per il 2026 ne sono previsti altri venti. Tra quelli già presentati nel 2026 figurano la ID. Polo, la Cupra Raval, la Skoda Epiq e l’Audi A6 Allroad. Entro fine anno tornerà anche l’Audi A2, reincarnata come elettrica entry-level. E Skoda è a pochi giorni dal debutto del Peaq.

oliver blume, volkswagen

Tagliare e lanciare insieme, quindi. Una contraddizione solo apparente: il gruppo sa che non può permettersi di restare fermo mentre si ristruttura, perché il mercato non aspetta i bilanci interni.

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