Quando l’ultima M5 Touring debuttò nel 2024, i suoi 2.475 kg fecero più rumore del V8 BMW. Critiche feroci, paragoni scomodi, qualcuno tirò fuori la parola “tradimento”. Eppure quella wagon per niente innocua o goffa continuava a girare veloce, come se il peso fosse un problema degli altri.

Ora BMW si prepara a un restyling, non a una rivoluzione. La M5, berlina e Touring, entra nell’era Neue Klasse senza dover ricominciare da zero: è ancora una generazione relativamente giovane, e si vede. Modifiche esterne misurate, interni completamente reinventati, il solito gioco del costruttore che vuole sembrare nuovo senza tradire chi ha già firmato l’assegno.
Le foto spia dal Nürburgring raccontano comunque qualcosa. L’auto suona bene, quasi troppo bene per un ibrido plug-in, e visivamente tiene il punto. Al frontale arrivano fari ridisegnati con la firma luminosa tipica della Neue Klasse, mentre la griglia a doppio rene si fa finalmente più sottile. Nella versione attuale occupava decisamente “troppo” spazio.

Il posteriore è ancora camuffato, ma le indiscrezioni parlano di nuovi gruppi ottici e probabilmente un diffusore aggiornato. BMW sa che chi compra una M5 Touring non la compra per la carrozzeria, la compra per quello che nasconde sotto.
Sotto c’è sempre lui, il motore V8 biturbo da 4,4 litri in configurazione ibrida plug-in, 717 CV e 1.000 Nm di coppia. Nella migliore delle ipotesi il restyling potrebbe liberare qualche cavallo in più, o qualche grammo di efficienza in più. Nessuno si aspetta un dimagrimento serio: ridurre il peso di questa vettura richiederebbe scelte che BMW, evidentemente, non è ancora pronta a fare. Il suono del motore, poi, resterà quello che è, ovattato, trattenuto, imbrigliato dalle normative sulle emissioni.
Gli interni vengono completamente rinnovati con il sistema Panoramic iDrive, quello già montato su iX3, i3 e X5, accompagnato da un display centrale inclinato e dal nuovo volante a due razze con comandi integrati su entrambi i lati. L’abitacolo diventa quindi all’altezza del prezzo.
