Jeep e il mondo militare è un matrimonio che dura da ottant’anni, e probabilmente durerà altrettanto. L’ottava uscita della serie Twelve 4 Twelve, dodici edizioni speciali in dodici mesi, porta i nomi Wrangler Sarge e Gladiator Sarge, entrambe costruite sull’allestimento Rubicon e ispirate, ancora una volta, alla Willys MB del 1941. Non è la prima volta che Jeep attinge a quella fonte.
Fuori, la verniciatura Verde ’41, già vista sulle edizioni speciali del 2020, torna a fare il suo lavoro, una tonalità verde oliva tendente al brunastro che, abbinata alla griglia a sette feritoie con cornice bianca e all’hardtop Freedom Top dello stesso colore, restituisce esattamente quell’estetica militare old-school che certi acquirenti cercano disperatamente.

Chi preferisce la carrozzeria bianco brillante troverà griglia e hardtop in Verde ’41, inversione cromatica inclusa. Le grafiche vintage del cofano, le stelle sulle portiere, i ganci di traino in bronzo e i cerchi da 17 pollici verniciati in tinta (con parafanghi abbinati) completano un’estetica senza fraintendimenti. Sotto, pneumatici BFGoodrich KO2 All-Terrain da 33 pollici.
Il dettaglio più interessante, però, è culturale. Queste Jeep sembrano fatte apposta per essere usate, graffiate, ammaccate. A differenza di certe edizioni speciali che finiscono in garage sotto un telo, le Sarge guadagnano carattere con il tempo.
Dentro, rivestimenti in Soul Cloth resistente, pelle Nappa color cuoio con cuciture oro Maya, e una serie di targhette che giocano esplicitamente sull’immaginario militare: una con la scritta 1941 vicino al portabicchieri, un’altra a forma di piastrina con dati tecnici sul portellone posteriore.

Sul fronte prezzi, Stellantis ha scelto la via della comunicazione creativa: la Wrangler Sarge a quattro porte costerà appena 100 dollari in più rispetto a una Willys o Rubicon con equipaggiamento comparabile, mentre per la Gladiator il sovrapprezzo sale a 500 dollari. Gli ordini apriranno più avanti in estate. Raramente un’edizione speciale Jeep ha giustificato così bene la propria esistenza.
