Siamo nel cuore dell’estate 2026 ed è naturale che i sogni automobilistici virino verso le auto scoperte. Per chi puntasse in alto, senza essere un paperone, la Ferrari Mondial Cabriolet potrebbe essere una buona scelta, in tutte le sue declinazioni.
Pur non essendo la “rossa” più entusiasmante, ha comunque fascino da vendere. Nell’antologia del “cavallino rampante” questa vettura occupa una pagina singolare. Tanti i contenuti evolutivi della specie portati in dote.
Nata inizialmente in versione coupé, per raccogliere l’eredità della Dino 308 GT4, quando le lancette del tempo segnavano il 1982, non riuscì a fare breccia totale nel cuore dei puristi, faticando a scatenare quelle vibrazioni emotive tipiche delle sorelle a due posti secchi.
Il peccato originale risiedeva nell’ardita architettura: plasmare una silhouette slanciata e sportiva, con spazio a bordo per quattro persone e, al contempo, un propulsore in posizione centrale-posteriore, non era certo un’impresa facile. Pininfarina riuscì comunque ad affrontare bene la complessa equazione, che mise a dura prova l’estro del marchio, per far quadrare i conti stilistici.
Sebbene non sia l’opera più nobile della casa emiliana, la Ferrari Mondial è stata un’auto molto innovativa. Tante le novità portate al debutto da questo modello, plasmato in più step, nell’ambito della gamma del “cavallino rampante”.
Il suo nome di battesimo rende omaggio al successo conquistato dalla scuderia emiliana nel Campionato del Mondo di Formula 1 del 1981, riallacciando al tempo stesso il filo della memoria con la gloriosa antenata degli anni ’50.
Le versioni più apprezzate furono le Cabriolet, che ebbero anche felici impulsi mediatici, grazie all’apparizione cinematografica al fianco di Al Pacino in “Scent of a Woman”, fino al memorabile passaggio sulla pista di Fiorano con Papa Giovanni Paolo II a bordo.
La Ferrari Mondial 8 prese forma nella sola declinazione coupé. Godeva della spinta di un V8 da 3.0 litri, alimentato a iniezione meccanica Bosch K-Jetronic, in grado di sviluppare una potenza massima di soli 214 cavalli, per una punta velocistica di 220 km/h. La tela prestazionale sembrava pigra per gli standard di Maranello.
Il telaio era tubolare, con sezione posteriore amovibile: una felice intuizione ingegneristica volta a semplificare i complessi interventi di manutenzione meccanica. L’abitacolo si offriva ai viaggiatori avvolto nelle pregiate e profumate distese di pelle Connolly, disposte in un ambiente accogliente per quattro persone, purché i passeggeri posteriori non fossero di statura generosa.
I cultori delle alte prestazioni furono parzialmente delusi da questo modello. La riscossa non si fece attendere. Dopo la produzione di appena 703 unità, la casa emiliana corresse il tiro introducendo la Mondial Quattrovalvole, offerta anche in versione Cabriolet: quella che celebriamo nell’articolo.
Come suggerisce la denominazione, qui la scoperta emiliana ebbe in dote le 32 valvole, guadagnando una cruciale iniezione di energia. La potenza massima fece un balzo in avanti toccando quota 240 cavalli, valore perfettamente in linea con la nuova velocità di punta, pari a 250 km/h. Lo scatto da fermo guadagnò il vigore perduto, restituendo dignità dinamica alla stirpe. Anche gli interni ricevettero un leggero aggiornamento.

Poi giunse la Ferrari Mondial 3.2, che fece fare alla 2+2 scoperta e a motore centrale del “cavallino rampante” un sensibile salto di qualità, giovandosi del trapianto del cuore meccanico da 3.2 litri condiviso con la serie 328.
I 270 cavalli espressi dal rinnovato V8 permisero di archiviare le incertezze del passato, proiettando la vettura fino ai 250 km/h con rinnovata autorevolezza. Su questo step evolutivo, l’intervento di Pininfarina fu provvidenziale per ridisegnare la trama espressiva della carrozzeria. Il designer piemontese levigò le forme originarie incrementandone il magnetismo e l’eleganza.
L’addio ai massicci e antiestetici fascioni neri in favore di paraurti in tinta, decisamente più fluidi e integrati nei volumi, mutò radicalmente la presenza scenica della “rossa”. La variante en plein air continuava a mostrare una grazia superiore rispetto alla sorella chiusa: una preferenza estetica ampiamente condivisa dagli appassionati.
Sotto il profilo della sicurezza, la Mondial 3.2 scrisse il suo nome nella storia del marchio per un primato assoluto: fu infatti la prima Ferrari a portare al debutto il sistema antibloccaggio ABS. L’ultimo capitolo della dinastia portò alla luce una vera e propria rivoluzione copernicana. Ci stiamo riferendo alla Mondial T, che mantenne intatta l’ossatura stilistica generale, ma ne stravolse l’architettura ingegneristica.

Il motore crebbe fino a 3.4 litri di cilindrata, cuore poi destinato a spingere la successiva 348 a due posti secchi. L’unità propulsiva fu posizionata in senso longitudinale. Il cambio, invece, ebbe una collocazione trasversale: una geometria che consentì di abbassare il baricentro di ben 12 centimetri, con benefici straordinari sulla precisione di guida e sul comportamento stradale.
La spinta emotiva trovò finalmente la sua massima celebrazione: 300 cavalli di pura razza a 7200 giri al minuto, supportati da una coppia vigorosa di 33 kgm e da una colonna sonora decisamente più graffiante e melodiosa. La gestione del propulsore venne affidata alla moderna elettronica della centralina Bosch Motronic 2.5.
Il temperamento divenne da autentica sportiva, come confermano le metriche, con lo scatto da 0 a 100 km/h liquidato in appena 6.3 secondi e una velocità di punta di 257 km/h nella versione Cabriolet. Il tutto mantenendo standard di comfort e affidabilità di altissimo livello.
Visivamente, la Ferrari Mondial T si distingueva per le prese d’aria laterali più sobrie e per i paraurti ridisegnati, mentre l’abitacolo veniva traghettato verso una dimensione di maggiore lusso e modernità. Tra le finezze tecnologiche scelte per il modello, spiccavano le sospensioni a controllo elettronico regolabili su tre logiche d’intervento (Soft, Auto, Hard). Disponibile anche la sofisticata trasmissione Valeo con frizione elettronica, sigillo finale su una stirpe che aveva finalmente trovato la sua piena identità.
Le quotazioni attuali delle Ferrari Mondial Cabriolet variano generalmente tra i 45.000 e i 95.000 euro, a seconda della serie, delle condizioni generali e del chilometraggio.
Prezzi per serie (valori di mercato)
Mondial Quattrovalvole Cabriolet (1983–1985)
Quotazione indicativa: 45.000 – 60.000 euro
Mondial 3.2 Cabriolet (1985–1989)
Quotazione indicativa: 50.000 – 70.000 euro
Mondial T Cabriolet (1989–1993)
Quotazione indicativa: 60.000 – 95.000 euro
Fonte | Ferrari
