Le beach car italiane nate tra gli anni Cinquanta e Sessanta non sono mai davvero sparite. Garage Italia Customs le ha richiamate in servizio con la Spiaggina MY26, presentata alla Milano Design Week 2026 e adesso finalmente accompagnata da scheda tecnica completa e, soprattutto, da un prezzo: 85.000 euro più IVA per ciascun esemplare, in edizione limitata. Insomma, prevedibilmente, non è roba da mercatino dell’usato estivo.

Il progetto parte da un’operazione di restomod, senza ambiguità. L’impostazione essenziale delle beach car originali viene mantenuta, ma l’abitacolo è stato allungato di 17 centimetri e completamente riorganizzato: più spazio, vani dedicati, ergonomia rivista. Fuori, la scocca è stata aggiornata con cinture anteriori a tre punti e un paraurti laterale tubolare che allarga le possibilità di utilizzo senza tradire il carattere visivo del mezzo. Il linguaggio estetico in “stile Fiat 500” rimane quello giusto.

Sul fronte tecnico, la Spiaggina MY26 adotta una motorizzazione elettrificata con autonomia dichiarata fino a 140 chilometri, più che sufficiente per qualsiasi litorale italiano. La batteria da 11 kWh è fornita da Newtron, che ha curato anche il servosterzo elettrico e il freno di stazionamento. La plancia digitale integra le informazioni di guida in modo essenziale, come vuole la tradizione.
Quel che distingue davvero questo progetto, però, è l’approccio alla personalizzazione. Materiali, colori e finiture vengono sviluppati su misura in collaborazione con aziende specializzate, e ogni esemplare viene definito insieme al cliente. L’approccio è quello tipico di Garage Italia Customs: nessun esemplare identico all’altro, nessuna produzione seriale nel senso convenzionale del termine.

In definitiva, 85mila euro (almeno) per una beach car sono tanti, è innegabile. Ma quel che è certo è che nessuno compra una Spiaggina MY26 perché ha bisogno di un’auto. La compra perché vuole qualcosa che pochissimi altri avranno, costruita attorno a un’estetica che l’industria di massa ha dimenticato da decenni. Il lusso ha sempre avuto la divertente caratteristica di non giustificarsi.
