in

Salvini ironizza sulla Ferrari Luce e attacca Bruxelles: “Discutibile ma almeno non paghiamo la ZTL”

Ferrari Luce, la prima auto elettrica del Cavallino presentata il 25 maggio, è finita al centro di polemiche per il design e di un acceso dibattito politico. Matteo Salvini l’ha usata per criticare la transizione green imposta da Bruxelles, mentre dalla Cina BYD ha rilanciato, dicendo di preferire la Yangwang U9.

Ferrari Luce

Ferrari Luce è nata per segnare una svolta storica a Maranello. Presentata il 25 maggio come la prima auto elettrica del Cavallino, avrebbe dovuto aprire una nuova fase per il marchio più iconico dell’automobilismo italiano. Invece, almeno per ora, il debutto si è trasformato in un caso mediatico. E, nelle ultime ore, anche politico.

Advertisement

Salvini usa la Ferrari Luce per attaccare Bruxelles e la transizione green

Il nuovo modello elettrico non ha convinto una parte del pubblico. Le critiche, soprattutto sul piano estetico, sono corse rapidamente online, alimentando discussioni, ironie e confronti con altri marchi già forti nel settore dell’elettrico. Una reazione rumorosa, difficile da ignorare per Ferrari, abituata a generare desiderio quasi unanime attorno alle proprie vetture.

A infilare la Luce nel dibattito politico ci ha pensato Matteo Salvini. Durante un convegno sul piano Casa allo Spazio Pin di Milano, il vicepremier ha usato la nuova Ferrari elettrica come simbolo di una transizione verde che, a suo giudizio, viene imposta da Bruxelles senza tenere conto delle necessità concrete di famiglie e imprese.

Advertisement

Parlando di energia, bollette e vincoli europei, Salvini ha criticato il fatto che l’Unione europea consenta di usare parte dei fondi italiani per sostenere chi è in difficoltà, ma non permetta di intervenire sulle accise, chiedendo invece investimenti sulla decarbonizzazione. Da qui la battuta: “Compriamo tutti la Ferrari Luce, orribile a vedersi, ma almeno non paghiamo la ZTL. Così facciamo tutti una bella figura, andiamo in giro in centro e anche il sindaco Sala è bello che contento”.

Una frase costruita per colpire due bersagli insieme: da un lato l’agenda green europea, dall’altro il simbolo più recente e discusso dell’elettrificazione italiana. La Luce, in questo modo, è passata in pochi giorni da novità industriale a materiale da scontro politico.

Advertisement

Ma le critiche non arrivano solo dalla politica. Anche dalla Cina è arrivata una stoccata pesante. Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, interpellata sul tema, ha detto di essere “d’accordo con ciò che ho letto online” e ha aggiunto che la Yangwang U9 sarebbe migliore.