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“Togliete il Cavallino”: la Ferrari Luce non convince. Le parole durissime di Montezemolo e Calenda

Il debutto della Ferrari Luce, prima supercar elettrica di Maranello sviluppata con LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson, ha scatenato polemiche per il design giudicato troppo distante dalla tradizione del Cavallino. Critiche da Carlo Calenda e Luca Cordero di Montezemolo, mentre in Borsa il titolo Ferrari ha perso il 6,6% dopo il lancio.

Ferrari Luce e Carlo Calenda

Il debutto della Ferrari Luce, la prima supercar completamente elettrica di Maranello, avrebbe dovuto segnare l’inizio di una nuova era. In parte lo ha fatto, ma non nel modo immaginato. Dopo il debutto avvenuto ieri sera il modello sviluppato da Ferrari insieme a LoveFrom, lo studio creativo fondato da Jony Ive e Marc Newson, è finito al centro di un acceso dibattito e forti polemiche.

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Ferrari Luce divide: Carlo Calenda boccia il design della nuova elettrica di Maranello

Sui social il giudizio è stato durissimo. C’è chi l’ha definita una scelta imperdonabile per la storia dell’auto, chi ha scritto che «sembrava meglio con il telo che la copriva» e chi, ancora più diretto, ha commentato che “guardarla fa quasi male agli occhi». Frasi taglienti, spesso accompagnate dal video ufficiale in cui Lewis Hamilton e Charles Leclerc mostrano sorpresa davanti alla nuova elettrica del Cavallino.

A dividere è stata, più ancora della svolta elettrica, soprattutto il design. Ferrari ha scelto di rompere con il passato, proponendo una vettura molto distante dai canoni estetici tradizionali del marchio. Un’operazione coraggiosa, ma rischiosa. Il frontale poco incisivo, le proporzioni insolite e alcuni dettagli come i tergicristalli verticali hanno alimentato il malcontento di appassionati e osservatori.

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Le critiche non sono arrivate soltanto dal pubblico. Luca Cordero di Montezemolo, intercettato dall’Ansa a margine dell’assemblea di Confindustria, ha espresso forte rammarico: ha spiegato che dire fino in fondo ciò che pensa rischierebbe di danneggiare la Ferrari, avvertendo sul pericolo che la leggenda del marchio venga snaturata, aggiungendo un laconico «mi dispiace moltissimo”. L’ex presidente Ferrari ha poi aggiunto una battuta destinata a far discutere: «È almeno una macchina che i cinesi non copieranno».

Ancora più esplicito Carlo Calenda, leader di Azione ed ex dipendente Ferrari, che su X ha parlato di «un vero e proprio affronto estetico e tecnologico». Calenda ha poi rivolto una critica diretta a John Elkann, legando il debutto della Luce a una più ampia valutazione negativa della gestione di diversi asset del gruppo.

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Da parte sua, Elkann ha provato a difendere il progetto, rivendicandone la portata innovativa. «Ferrari Luce è un’auto del futuro, e unicamente Ferrari», ha dichiarato, aggiungendo che il modello «riafferma ciò che da sempre contraddistingue questa azienda: il coraggio di ridefinire i limiti del possibile».

Ma il mercato, almeno nell’immediato, non ha premiato la scelta. A Piazza Affari il titolo Ferrari ha perso terreno, arretrando del 6,6% in area 289 euro, dopo vendite consistenti già dalle prime battute. A pesare sono i dubbi sul posizionamento commerciale di un modello che parte da circa 550.000 euro, sopra la Testarossa e oltre il prezzo medio Ferrari del primo trimestre 2026.

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Ora la Luce dovrà rispondere là dove Ferrari ha sempre costruito la propria forza: nei garage dei clienti. Le critiche sono forti; la Borsa ha mandato un segnale chiaro, ma sarà il mercato del lusso a decidere se questa vettura diventerà un passo falso o l’inizio di una nuova pagina per Maranello.