La Volkswagen ID.3 ha fatto di tutto per fallire. Nella sua breve vita ha sofferto di bug software, già al lancio, finiture economiche, oltre alla pandemia in arrivo e un’eredità Dieselgate da scrollarsi di dosso. La sua diretta erede, la ID.3 Neo, da pochi mesi, è qui.

Volkswagen aveva presentato la prima ID.3 nel 2019 come la sua redenzione elettrica, il modello che avrebbe riscritto la storia del marchio dopo lo scandalo delle emissioni. I primi anni hanno portato in dote software instabile, qualità percepita insufficiente, vendite ben al di sotto delle aspettative.
Il restyling del 2023 ha cambiato la rotta grazie a interni migliorati, infotainment rivisto, batterie aggiornate, prezzi tagliati. Abbastanza per rimettere in moto le vendite e superare quota 600.000 unità consegnate nel mondo.
Da poco è stata presentata la ID.3 Neo, secondo restyling in meno di cinque anni. Una mossa che Volkswagen non avrebbe probabilmente pianificato così, se la piattaforma SSP a 800 volt, quella destinata alla futura ID.Golf, successore designato, non avesse accumulato ritardi. In questo modo, questa ID.3 deve tenere banco fino al 2030, quando uscirà dalla produzione.

Esteticamente, le differenze rispetto all’attuale ID.3 si misurano in millimetri. Il paraurti anteriore è ridisegnato e integra ora una barra luminosa che abbassa visivamente la carrozzeria. Il logo centrale può essere retroilluminato, gli ottici posteriori guadagnano una sezione più scura.
Le proporzioni restano identiche, la lunghezza invariata a 4,29 metri, e con essa lo spazio per i passeggeri posteriori, ottimo per due adulti, e il bagagliaio: 385 litri in configurazione normale, 1.267 con i sedili abbattuti.

I cambiamenti veri sono dentro. La plancia è completamente ridisegnata, ripresa dalla nuova T-Roc, più pulita, più leggibile. Spariti i comandi aptici e tattili sul volante e sulle portiere, sostituiti da pulsanti fisici. Torna la manopola del volume e i comandi del clima escono dai touchscreen. Volkswagen ha finalmente capito che toccare un tasto è più semplice che sfiorare uno schermo mentre si guida.
Il nuovo sistema operativo è basato su Android Automotive, più fluido, più stabile, sensibilmente più affidabile del predecessore. La qualità percepita sale grazie a nuovi rivestimenti e pannelli. Tra le novità, la chiave digitale via smartphone o smartwatch, opzionale, e la funzione Vehicle-to-Load, che permette di alimentare dispositivi esterni usando la batteria dell’auto.
Il sistema di abbonamenti on-demand rimane dal restyling: il volante riscaldato, per citare una delle feature che ci sono ma non ci sono, è installato di serie ma si paga per attivarlo. Una scelta commerciale abbastanza odiosa, oltre che diffusa.
