Anche in Spagna la produzione di auto è in calo. La crisi che ha investito il settore in tutto il continente dunque si fa sentire anche da quelle parti. Il primo semestre del 2026 non è stato molto incoraggiante nemmeno nella penisola Iberica. Cinque stabilimenti hanno assemblato meno auto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e due di questi appartengono a Stellantis: Madrid e Saragozza.
Stellantis rallenta in Spagna: a Saragozza cala la produzione, ma dal 24 agosto partirà la Leapmotor B10
Il caso più evidente è quello di Villaverde. Dalle linee dello stabilimento sito nei pressi di Madrid sono stati prodotti circa 30.800 veicoli, con un calo superiore al 42 per cento. Un risultato che mette bene in evidenza il momento difficile della fabbrica, alle prese con la progressiva uscita di scena della Citroën C4. Dall’inizio dell’anno si lavora con un solo turno al giorno e, inevitabilmente, i volumi ne hanno risentito.
A Saragozza il calo è stato meno pesante, ma resta comunque significativo. Nei primi sei mesi del 2026 lo stabilimento ha prodotto 142.500 automobili, il 12,4 per cento in meno. Non tutto dipende dalla domanda: una parte del rallentamento è legata ai lavori effettuati sulle linee per preparare l’arrivo dei modelli Leapmotor.

La data da segnare sul calendario è il 24 agosto. Da quel giorno dovrebbe ripartire la linea destinata alla Leapmotor B10, il SUV elettrico che aprirà una nuova fase per la fabbrica aragonese. Non sarà un episodio isolato. Nei piani di Stellantis e del costruttore cinese ci sono infatti quattro modelli da produrre a Saragozza, che potrebbe diventare uno dei poli europei più importanti della loro alleanza.
Sul tavolo ci sarebbe un investimento vicino ai 200 milioni di euro. A regime si parla di circa 208.000 veicoli elettrici l’anno, con una capacità teorica di 950 unità al giorno. Numeri importanti, che potrebbero aumentare ancora attraverso interventi mirati a rendere la produzione più rapida ed efficiente.
Il rallentamento, in ogni caso, non riguarda soltanto Stellantis. Mercedes ha chiuso il semestre a Vitoria con circa 59.000 veicoli, l’11,9 per cento in meno. A pesare sono stati la minore domanda di furgoni medi e il ritardo nell’avvio del nuovo modello elettrico sviluppato sulla piattaforma VAN.EA.
Anche Ford Almussafes ha perso terreno. Lo stabilimento, ormai legato quasi interamente alla Kuga, si è fermato a 48.400 unità, con una flessione del 5 per cento. Iveco Madrid ha invece prodotto 10.354 veicoli, il 4,8 per cento in meno, dopo diversi giorni di fermo e ricorso alla cassa integrazione.

Il panorama spagnolo, però, non è fatto soltanto di numeri negativi. A Barcellona la fabbrica Ebro ha compiuto un vero balzo, passando da 5.728 a circa 16.500 auto. La crescita è stata del 188 per cento. L’ex stabilimento Nissan assembla oggi modelli Ebro e vetture dei marchi Omoda e Jaecoo, entrambi legati al gruppo cinese Chery.
Hanno chiuso in positivo anche Iveco Valladolid, cresciuta del 21,7 per cento, e Renault Valladolid, arrivata a 126.000 veicoli con un aumento del 9,6 per cento. Volkswagen Navarra ha prodotto 142.368 automobili e si prepara ad accogliere la ID. Cross dal 31 agosto. Seat Martorell, dal canto suo, ha superato quota 255.000 unità.
Per Stellantis la notizia migliore arriva da Vigo. Lo stabilimento galiziano ha assemblato 298.800 veicoli, con un leggero aumento dello 0,27 per cento. Una crescita quasi impercettibile, ma sufficiente a mantenere stabili i volumi e a confermare Vigo come la principale fabbrica automobilistica della Spagna.
