Stellantis prepara una nuova fase della propria trasformazione industriale, ma con un messaggio chiaro: piattaforme comuni non significheranno modelli tutti uguali. Secondo Emanuele Cappellano, responsabile europeo del Gruppo, i futuri veicoli dei diversi marchi Stellantis saranno anzi più differenziati, pur nascendo da architetture e tecnologie condivise.
Stellantis conferma: piattaforme comuni, ma Alfa Romeo, Jeep e Peugeot avranno stile e identità sempre più distinti
La nuova strategia prevede un piano di trasformazione da 60 miliardi e l’arrivo di 110 nuovi modelli. Una svolta che passerà da una razionalizzazione degli investimenti, dall’uso di piattaforme comuni e da una maggiore concentrazione delle risorse sui quattro marchi definiti “globali”: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram.
Al centro del piano ci sarà la nuova architettura STLA One, destinata a sostenere gran parte dei futuri modelli del Gruppo. La piattaforma permetterà di condividere componenti, software e tecnologie, ma Stellantis vuole evitare il rischio più evidente: quello di creare auto troppo simili tra loro, differenziate solo dal logo sul cofano.

È proprio su questo punto che Cappellano ha voluto fare chiarezza. “Non vogliamo assolutamente essere fraintesi quando parliamo di cosa sia un marchio globale, cosa sia un marchio regionale e cosa sia un marchio di nicchia”, ha spiegato il manager ad Autocar. “Non stiamo classificando i marchi in base alla rilevanza. Il punto è come possiamo essere intelligenti nell’allocazione del capitale”.
La distinzione, quindi, non riguarda l’importanza dei brand, ma il momento in cui vengono concentrati gli investimenti. Peugeot, ad esempio, sarà il primo marchio a utilizzare STLA One nei segmenti B e C. Questo significa che il primo modello costruito sulla nuova piattaforma porterà il Leone sul frontale e introdurrà anche nuove tecnologie, come l’architettura elettrica aggiornata, il software STLA Brain e soluzioni avanzate come lo sterzo elettronico steer-by-wire.
Ma dopo Peugeot arriveranno gli altri marchi, con modelli che, secondo Stellantis, non saranno semplici copie rimarchiate. Cappellano ha citato Opel, Alfa Romeo e Jeep come esempi di brand che potranno utilizzare la stessa base tecnica, ma con identità, design e caratteristiche profondamente diverse.
Il lavoro, ha spiegato il manager, partirà soprattutto dal design e dalla carrozzeria. Ogni marchio dovrà mantenere e rafforzare i propri tratti distintivi: sportività per Alfa Romeo, spirito d’avventura per Jeep, razionalità e accessibilità per altri brand del Gruppo. La piattaforma comune servirà quindi a ridurre i costi e accelerare lo sviluppo, mentre gli investimenti specifici saranno destinati a rendere ogni modello coerente con il proprio marchio.

Cappellano ha inoltre sottolineato che STLA One sarà un’architettura completamente nuova e non una semplice evoluzione di STLA Medium. Una scelta necessaria, secondo Stellantis, per competere davvero nel mercato dei veicoli elettrici, dove serviranno piattaforme native, efficienti e capaci di sostenere modelli diversi senza perdere identità.
