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Ferrari Luce, James May difende la svolta elettrica: “La tradizione è guardare al proprio tempo”

James May difende la Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, nel dibattito sulle critiche al design firmato da Jony Ive. Secondo l’ex Top Gear, Ferrari non è un marchio immobile ma in evoluzione, e l’elettrico può diventare una naturale continuazione della sua tradizione di prestazioni, lusso e desiderabilità.

James May

Nel dibattito acceso attorno alla Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, arriva una voce inattesa ma autorevole: quella di James May. L’ex conduttore di Top Gear ha infatti espresso un giudizio favorevole sul nuovo modello, prendendo le distanze dalle critiche più dure che hanno accompagnato la presentazione della vettura.

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James May difende la Ferrari Luce: per lui l’elettrico non tradisce Maranello, ma aggiorna la tradizione per restare fedele al proprio tempo

Al centro delle discussioni c’è soprattutto una domanda: la Luce è davvero abbastanza Ferrari? Il design firmato da Jony Ive ha diviso appassionati e osservatori, mentre alcune voci autorevoli hanno espresso dubbi sul rischio di snaturare il mito del Cavallino. Anche nei forum dei clienti storici non sono mancati commenti severi, con paragoni poco generosi e perplessità sull’identità del modello.

May, però, propone una lettura diversa. Secondo lui, Ferrari non è mai stata un marchio immobile, ma una casa profondamente legata alla propria epoca. Da questo punto di vista, la Luce non rappresenterebbe una rottura con la tradizione, ma una sua evoluzione naturale. Se cambia il mondo dell’auto, sostiene il ragionamento, anche Ferrari deve trovare un nuovo modo per raccontare prestazioni, lusso e desiderabilità.

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Il paragone evocato da Jony Ive con Patek Philippe aiuta a comprendere questa impostazione. Come l’orologeria di alta gamma ha dovuto affrontare la transizione dal meccanico al quarzo, così Ferrari deve misurarsi con l’elettrico senza rinunciare alla propria idea di eccellenza. Non si tratta quindi solo di sostituire un motore termico con una batteria, ma di ridefinire il linguaggio stesso del marchio.

Che la Ferrari Luce piaccia o meno resta una questione soggettiva. Ma la scelta di affidare il futuro elettrico a uno dei designer più influenti degli ultimi decenni appare come un messaggio chiaro: Maranello sa che il cambiamento è inevitabile e vuole provare a guidarlo, non subirlo.

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