C’erano anche alcune “rosse” della Scuderia Ferrari Club Palermo all’evento celebrativo del 40° Anniversario della FOB Trapani, andato in scena nella giornata di ieri, presso la sede operativa del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare di Birgi.
La Forward Operating Base siciliana, accolta nel sedime aeroportuale di Misiliscemi, ha un compito strategico di grande importanza nel Mediterraneo. Svolge un ruolo al servizio della sicurezza internazionale, come cellula operativa della NATO Airborne Early Warning & Control Force (NAEW&CF).
L’evento delle scorse ore ha voluto onorare otto lustri di storia, caratterizzati da un’incessante attività di supporto logistico e operativo alle missioni di sorveglianza aerea dell’Alleanza Atlantica. A fare gli onori di casa è stato il Tenente Colonnello Cristiano Undecimo, comandante della NAEW&CF FOB Trapani, insieme agli uomini e alle donne del 37° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Intervenuta una delegazione di alti graduati della NATO, con in testa la Generale Kristen D. Thompson, il cui curriculum è di straordinario spessore. La cerimonia di Birgi, a carattere strettamente istituzionale, si è concessa una sola “licenza”: la partecipazione delle Ferrari di SFC Palermo, con una rappresentanza di auto del sodalizio guidato da Pietro Purpora. Un modo alternativo ma di forte impatto, per celebrare il legame indissolubile dell’arma azzurra con il territorio.
Puntando lo sguardo sulle “rosse” torna in mente la figura del mitico aviere Francesco Baracca, con il suo “cavallino rampante“, diventato poi il simbolo delle vetture di Maranello. L’interazione continua nel tempo, in modo felice, grazie all’impegno di Carmelo Martinico, presidente della Scuderia Ferrari Club Trapani e coordinatore mondiale del C.I.C.O. (Comitato d’Indirizzo e Coordinamento Operativo di tutti i sodalizi di questa specie). Lui è stato l’organizzatore della parte automobilistica dell’evento siciliano.
Una mostra statica ha permesso agli ospiti istituzionali, ma anche ai possessori delle Ferrari intervenute, di osservare da vicino gli assetti AWACS e gli altri velivoli attualmente impiegati nelle attività di difesa dello spazio aereo nazionale e internazionale. Per tutti è stata un’esperienza sicuramente indimenticabile.

Fonte | Ministero della Difesa
