Si è chiusa l’edizione 2026 del Giro di Sicilia, che ha portato gli equipaggi a spasso per l’isola, gustando alcuni dei suoi luoghi più belli, con la formula della regolarità turistica. L’evento commemorativo, nato per celebrare il ricordo della mitica corsa di cui porta il nome, ha spento quest’anno le sue prime 35 candeline.
Gli onori della gloria sono andati a Mauro Giansante e Vincenzo Sernese, su Fiat Ermini 1100 del 1946, di proprietà del primo da circa 30 anni. I due si sono imposti nella sfida di precisione, fra i 200 equipaggi al via, provenienti da varie parti del mondo. Ora, per loro, si apre la possibilità di vivere un tuffo in Giappone, come protagonisti attivi di un evento gemellato, nell’ambito del progetto “Il vecchio e il bambino”.
Grande la soddisfazione di tutti per la riuscita della Giro di Sicilia 2026, che ha fatto ancora una volta centro, con la sapiente regia di Antonino Auccello, presidente del Veteran Car Club Panormus, sodalizio cui va il merito dell’organizzazione del prestigioso tour isolano.
Alla cerimonia di premiazione dell’edizione 2026 ha preso parte il presidente dell’ASI Alberto Scuro, che ha espresso soddisfazione per l’evento organizzato dal sodalizio federato all’Automotoclub Storico Italiano, in occasione del 60° anniversario di quest’ultimo.
Fra le protagoniste, una Lancia Flaminia GT Coupé Touring del 1967, alimentata a bio-combustibile, che ha retto felicemente il ritmo del viaggio, destinato a continuare fino al raggiungimento dei 10 mila chilometri, per confermare empiricamente la bontà dei carburanti alternativi, applicati alle auto storiche.
Ieri l’arrivo del Giro di Sicilia in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo di Palermo, nell’abbraccio degli appassionati locali, a dispetto di un meteo non proprio impeccabile nella giornata conclusiva, segnata da qualche goccia di pioggia.
La manifestazione del Veteran Car Club Panormus si è confermata al vertice ed ha ribadito il fascino del turismo lento. Ancora una volta il Giro di Sicilia ha messo in mostra il suo potere seduttivo senza tempo, fra mito, cultura e bellezza. Inserito nel rinomato calendario dell’ASI Circuito Tricolore, ha lasciato gli ospiti col sorriso nel cuore.
Molto suggestive ed intense le emozioni vissute nell’isola, a bordo di splendide auto storiche e di alcune sportive moderne. Il rendez-vous, a forte matrice passionale e turistica, si è confermato un potente volano di marketing territoriale.
A dargli voce ci ha pensato un museo viaggiante, capace di fondere il glamour delle opere d’arte a quattro ruote del Giro di Sicilia con la magnificenza di una terra da cartolina, sospesa tra mari cristallini, vette maestose e un’accoglienza calorosa arricchita dalle eccellenze gastronomiche locali.
Ieri il ritorno nella magnifica cornice del Teatro Massimo, nel capoluogo di regione, dove l’avventura era partita qualche giorno fa. Fra i punti salienti del giorno conclusivo, la sfilata davanti alle storiche tribune di Floriopoli e gli ultimi rilevamenti cronometrici sulla strada per Cerda, altro luogo simbolo dell’automobilismo mondiale.
Il Giro di Sicilia 2026 ha onorato al meglio la visione e l’intuizione originaria di Vincenzo Florio. Quest’anno si è voluto celebrare anche un importante pilota, Peter Collins, indimenticato asso britannico che esattamente 70 anni fa firmò un record leggendario nella gara isolana, vinta alla media di oltre 108 km/h. Molto toccante anche il Trofeo Giulio Masetti della domenica, che ha ricordato il driver toscano a un secolo esatto dalla sua scomparsa.
Come dicevamo, l’evento si è fatto anche portavoce della transizione ecologica applicata alle vetture d’epoca, dimostrando come i carburanti alternativi possano abbattere drasticamente le emissioni dei motori di ieri. La splendida Lancia Flaminia GT Coupé Touring del 1967, portata da ASI ai nastri di partenza, è stata l’ambasciatrice sul campo del vintage sostenibile, nell’ambito dell’innovativo progetto Net-Zero Classic dell’Automotoclub Storico Italiano.
Questo format vuole sondare il campo di quelle soluzioni “green” per l’alimentazione, in grado di consentire alle “nonne” a quattro ruote di restare al passo con i tempi senza perdere un briciolo del loro intramontabile romanticismo. I risultati sul banco di prova reale sono stati molto confortanti.
Fonte | Veteran Car Club Panormus
