Sembra sempre più stretto il rapporto fra Stellantis e l’Algeria, passando per la filiera della componentistica italiana. Dopo che lo scorso febbraio il Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA aveva organizzato un forum a Torino sulla possibilità di migrare verso il Paese del Nord Africa, si sa già che il prossimo 7 settembre ad Algeri è stato programmato un nuovo incontro destinato proprio alle imprese italiane della filiera della componentistica. Ciò per sondare quelle realmente interessate a sviluppare nuove attività produttive, legate allo stabilimento Stellantis di Tafraoui che si trova nei pressi di Orano. La conferma di tale incontro è giunta dall’ambasciatore algerino in Italia, Mhamed Khelifi, che ne ha parlato con Agenzia Nova.
Il nuovo incontro in programma a inizio settembre rappresenta una concreta prosecuzione del forum “Stellantis Algeria meets Turin companies”, promosso a suo tempo dall’Unione Industriali Torino che aveva visto la partecipazione di almeno un centinaio di aziende piemontesi legate alla componentistica. L’incontro di febbraio aveva però introdotto non poche polemiche da parte delle principali sigle sindacali, così come dal mondo politico torinese visti i timori legati alla possibile delocalizzazione delle attività produttive legate a Stellantis dal Piemonte al Nord Africa. Ciò in abbinamento a un contesto non particolarmente favorevole per il comparto dell’auto sia a livello europeo che globale, così come per quanto riguarda anche gli stabilimenti italiani.
In virtù di un clima di preoccupazione generale, l’ambasciatore algerino in Italia, Khelifi, ha ammesso che la cooperazione industriale con l’Italia non è rappresentativa di un’attività di delocalizzazione, ma piuttosto di un vero e proprio modello “complementare” fra Italia e Algeria. L’obiettivo sarebbe invece quello di rafforzare la presenza di partner italiani in Algeria aumentando progressivamente la possibilità di integrazione locale per ciò che riguarda la produzione automobilistica.

Nel frattempo Stellantis avrebbe già individuato le aree destinate alle aziende italiane nei pressi dell’impianto di Tafraoui
Così come accennato già, al centro dell’intero progetto c’è lo stabilimento produttivo Stellantis di Tafraoui dove il Gruppo produce modelli a marchio Fiat destinati al mercato locale e dove di recente è cominciata anche la produzione della Grande Panda destinata a questo mercato. Secondo quanto aggiunto ancora dall’ambasciatore Mhamed Khelifi sempre presso l’area che circonda lo stabilimento nelle vicinanze di Orano, sarebbero stati individuati dei terreni utili ad ospitare le eventuali aziende italiane che vorrebbero trasferire la produzione in Algeria. Stellantis sta già ampliando anche lo stabilimento con la prospettiva di incrementare il volume produttivo, con l’obiettivo di portarlo a circa 135.000 veicoli prodotti ogni anno già entro il 2028. Anche in accordo con la generazione di almeno 1.000 nuovi posti di lavoro, fra diretti e indiretti.
Lo stesso Khelifi ha poi elencato quelli che sono i possibili vantaggi del produrre in Algeria, a cominciare dai bassi costi legati all’energia, la disponibilità di una manodopera qualificata e la possibilità di approcciare il Paese come piattaforma produttiva e dedita alle esportazioni verso quelle che sono tre grandi aree di libero scambio come il mercato arabo, il mercato africano e l’Europa. Con quest’ultima insiste un accordo di associazione che coinvolge l’Unione Europea. Una possibile prerogativa nell’approccio di Stellantis, sostenuto dall’Algeria, sarebbe quella di condividere un interesse legato allo sviluppo di nuove filiere industriali non solo nel comparto dell’auto ma anche in quelli legati all’energia, all’agricoltura e alla manifattura.
