Ferrari chiude il primo trimestre con un EBITDA (importante indicatore della performance finanziaria) in crescita del 4%, a 722 milioni di euro. I numeri sono solidi, il portafoglio ordini si estende fino alla fine del 2027, e l’amministratore delegato Benedetto Vigna non registra cancellazioni anomale. Eppure le azioni hanno chiuso in ribasso del 4% proprio il giorno dei risultati. Il mercato, a quanto pare, premia chi stupisce, non chi conferma.
Le consegne globali sono calate di 157 unità nel primo trimestre, fermandosi a 3.436. Una scelta deliberata, non un campanello d’allarme: Ferrari stava preparando il terreno per il cambio di modello. Il Medio Oriente, teatro di un conflitto che ha rimescolato le carte della geopolitica, rappresenta circa il 5% delle spedizioni annuali. Le consegne in quella regione sono rimaste invariate.

Vigna ha spiegato che la Ferrari ha semplicemente anticipato forniture destinate ad altre aree geografiche, sfruttando la flessibilità della propria rete di allocazione. I test drive continuano, gli ordini arrivano. La guerra, almeno per ora, non entra in concessionaria.
Sul fronte dei dazi, la musica è quella che si conosce. Trump vuole portare le tariffe sulle auto europee al 25%, dopo che il precedente accordo le aveva fissate al 15%. Per la maggior parte dei costruttori del Vecchio Continente è un problema serio. Per Ferrari, Vigna dice di essere pronto. Chi compra una Ferrari a oltre 400.000 euro non ricalcola il budget per un dazio in più.
E proprio questo tipo di prezzo introduce il capitolo più atteso. Il 25 maggio, a Roma, Ferrari presenterà la Luce, il suo primo modello completamente elettrico. Oltre sessanta brevetti depositati, dall’integrazione della batteria nel telaio ai display OLED, dagli inverter alla dinamica del veicolo. Vigna ha lavorato il lancio come un evento culturale, non solo industriale.

Lamborghini, giusto qualche mese fa, ha archiviato i piani per una sportiva elettrica prevista per il 2030, citando domanda debole e ritorni incerti sugli investimenti. Ferrari va avanti lo stesso, convinta che il proprio pubblico sia diverso. Che la Luce riesca a convincere anche i più dubbiosi come la vera scommessa di Maranello.
