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Stellantis-Dongfeng, accordo a un passo: Rennes può diventare la nuova fabbrica cinese d’Europa

L’accordo può arrivare prima del 21 maggio

DongFeng

Stellantis accelera sul fronte cinese e guarda con decisione a Dongfeng per rilanciare la propria strategia industriale in Europa. Secondo indiscrezioni interne al gruppo, un accordo con il costruttore di Wuhan potrebbe arrivare prima del 21 maggio, data in cui Antonio Filosa presenterà il nuovo piano strategico durante l’Investor Day di Auburn Hills, negli Stati Uniti.

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L’accordo tra Stellantis e Dongfeng potrebbe arrivare prima del 21 maggio

La trattativa sarebbe già entrata in una fase avanzata. L’11 e il 12 aprile una delegazione Dongfeng ha visitato lo stabilimento Stellantis di Rennes, in Bretagna, approfittando del fine settimana e della fabbrica vuota per mantenere il massimo riserbo. Un sopralluogo che confermerebbe l’interesse del gruppo cinese per una base produttiva europea, in un momento in cui Dongfeng esporta appena una piccola quota della propria produzione e ha bisogno di nuovi mercati per rafforzare la sua presenza internazionale.

Lo stabilimento di Rennes, oggi lontano dai volumi del passato, potrebbe diventare un tassello chiave dell’operazione. Attualmente impiega circa 2.000 lavoratori e produce soltanto la Citroën C5 Aircross, con numeri ridotti rispetto alla capacità potenziale del sito. Stellantis avrebbe quindi margine per aggiungere nuovi turni e ospitare uno o due modelli destinati al mercato europeo, con investimenti mirati soprattutto nell’area carrozzeria.

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Il rapporto tra Stellantis e Dongfeng ha radici profonde. La collaborazione risale ai tempi di PSA e alla joint venture DPCA, nata nel 1992, che per anni ha prodotto modelli Peugeot e Citroën in Cina. Dopo una lunga fase di difficoltà e divergenze strategiche, i rapporti sembrano ora tornati a scaldarsi. Anche Peugeot potrebbe tornare protagonista sul mercato cinese, con nuovi concept e futuri modelli prodotti a Wuhan.

stellantis

Per Stellantis, però, la partita è anche finanziaria. Il gruppo è tornato a un piccolo utile nel primo trimestre 2026, ma resta sotto pressione per margini deboli, cassa negativa e una capitalizzazione fortemente ridimensionata. L’intesa con Dongfeng potrebbe quindi rappresentare non solo un’alleanza industriale, ma anche un segnale politico e strategico in vista della nuova era Filosa.

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