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Citroën Saxo VTS: 30 anni di un’icona sportiva

Certe ricette automobilistiche sono sempre attuali ed incantano nonostante gli anni.

Citroën Saxo VTS
Foto Citroën

L’appellativo di “piccola bomba” si adatta molto bene alla Citroën Saxo VTS, ma quello che più colpisce di questa vettura è l’eccellenza delle sue dinamiche. Verrebbe quasi da definirla un’auto da rally in formato stradale. Tanto il divertimento di guida connesso alla sua azione, precisa ed efficace, specie nei tratti guidati.

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Ai suoi tempi poteva far mangiare la polvere ad auto molto più potenti. Può succedere pure oggi, per la sua maneggevolezza e per la sua agilità, che la fanno danzare tra le curve come un fuscello. Il lancio di questa “belva” in scala del “double chevron” avvenne nell’ormai lontano 1996. Anche se sono passati 30 anni dal debutto, il modello continua a sedurre con la forza dei suoi contenuti, specie sul piano dinamico, dove la ricetta portata in dote continua a sorprendere.

La Citroën Saxo VTS gode della spinta di un motore a 4 cilindri aspirato da 1.6 litri, a 16 valvole, in grado di sviluppare una potenza massima di 120 cavalli a 6.600 giri al minuto, con limitatore a 7.300 giri al minuto. L’energia propulsiva, scaricata al suolo tramite un cambio manuale a 5 rapporti, viene esercitata su un peso di appena 935 chilogrammi.

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Facile intuire il tenore della spinta. I dati numerici non sono sufficienti a rappresentarla: per capirla bisogna viverla. Citiamo le cifre per dovere di cronaca, non per forza evocativa: accelerazione da 0 a 100 km/h in 7.8 secondi, velocità massima di 205 km/h.

Rispetto alle auto sovralimentate del suo tempo storico, l’ascesa verso i regimi più alti era sulla Citroën Saxo VTS quasi altrettanto vigorosa ma sicuramente più controllabile. Un valore aggiunto non secondario nella guida impegnata, dove un’erogazione meno brutale aiuta nella gestione del mezzo, regalando maggiore fiducia.

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Citroën Saxo VTS
Foto Citroën

Sin dalla presentazione, questa creatura divenne una delle piccole sportive più apprezzate. Ancora oggi continua ad esserlo fra quelle della sua generazione. Ecco perché sul mercato delle youngtimer continua a fare breccia nel cuore di molti. Possiamo parlare di un ricercato oggetto da collezione, simbolo di un’epoca in cui la sportività andava di pari passo con l’accessibilità.

Tra i punti di forza della Citroën Saxo VTS va citato il telaio estremamente efficace e ben equilibrato, che offre al tempo stesso divertimento di guida e facilità di utilizzo. L’azione è sempre molto fluida e pungente, regalando emozioni di alta gamma nelle strade sinuose. Qui, ovviamente, bisogna muoversi nel rispetto dei limiti imposti dal codice e dal buonsenso. Per tirare fuori il massimo potenziale del mezzo ci sono altri scenari da battere.

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La bontà del prodotto trova indiretta certificazione nell’uso esteso che trovò e continua a trovare, nella versioni preparate, in numerosi ambiti competitivi: dai rally agli slalom, dai rallycross alle sfide in circuito e persino sul ghiaccio. Non ho mai sentito nessuno lamentarsi del suo comportamento. Con lei sono cresciuti molti talenti. Nel 2001, Sébastien Loeb e Daniel Elena conquistarono il titolo di Campioni del Mondo Junior WRC al volante di una vettura della specie, classe Super 1600.

Al piacere di guida della Citroën Saxo VTS stradale concorrono la precisione dello sterzo e del cambio, l’efficienza dei freni e il favorevole rapporto peso/potenza, già citato in precedenza. La produzione di questa vettura andò avanti fino al 2003 nello stabilimento di Aulnay‑sous‑Bois, Île-de-France. Con lei il marchio del “double chevron” scrisse un passo indelebile nel poetico mondo delle compatte sportive.

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Non era una semplice city car con un badge sportivo, ma incarnava una visione chiara: offrire agli appassionati un vero go‑kart per la strada, affidabile, accessibile e pensato per il puro piacere di guida. Valori perfettamente custoditi fino ai nostri giorni. Solo poche altre auto nate in epoca successiva hanno saputo coniugarli in modo altrettanto efficace. Qui c’è il DNA sportivo della casa automobilistica francese, traslato su un modello stradale.

Citroën Saxo VTS
Foto Citroën

Il look di matrice sportiva della Citroën Saxo VTS è il frutto dell’ottimo lavoro “anabolizzante” eseguito dal giovane designer Gilles Vidal sul corpo grafico del modello di partenza, nato dall’estro creativo dell’italiano Donato Coco. Le linee generali sono le stesse, ma i dettagli e le specifiche fanno una grande differenza, rendendo immediatamente riconoscibile l’allestimento più muscolare, che resta comunque abbastanza sobrio: la miscela perfetta.

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Il body kit, completato dagli splendidi cerchi in lega dedicati, è davvero riuscito. Nacque da un lavoro di grande precisione e si caratterizza per i passaruota allargati integrati nelle minigonne e per i paraurti più pronunciati. Al posteriore, l’estensione dei passaruota si sviluppa dall’arco ruota fino al taglio della porta, inserendosi elegantemente sotto la protezione laterale.

Il punto di forza del modello, come già scritto, è però il telaio. L’avantreno preciso, il servosterzo perfettamente calibrato e il retrotreno vivace, pronto a reagire non appena il guidatore sollecita l’auto, sono dei must. Sulle strade tortuose, la Citroën Saxo VTS riusciva a tenere testa a vetture ben più grandi e potenti. I freni anteriori autoventilanti completano il quadro di questa piccola sportiva progettata per il piacere di guida puro, offerto con un carattere pepato.

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Citroën Sport costruì attorno alla Saxo un vero e proprio ecosistema agonistico: Saxo Cup, Saxo Challenge, Saxo Rallycross e Saxo Glace, ciascuno con regolamenti specifici, per consentire al maggior numero possibile di appassionati di avvicinarsi al motorsport con una vettura realmente pensata per correre. Chapeau!

Fonte | Stellantis

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