Scontro aperto tra Fiom Cgil e governo sulla crisi Stellantis. A intervenire è il segretario nazionale Samuele Lodi, che critica duramente le recenti dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla situazione del gruppo automobilistico in Italia. Secondo il sindacalista, le parole del ministro sarebbero “completamente slegate dalla realtà”.
Fiom Cgil contesta il governo sul Piano Italia e chiede un confronto urgente con Stellantis prima del 21 maggio
Il riferimento è al Piano Italia del 17 dicembre 2024, che Urso considera in linea con la sua attuazione. Una lettura che la Fiom contesta con forza. Lodi ricorda infatti che quel piano prevedeva nuove produzioni per lo stabilimento di Cassino e la riattivazione del progetto della gigafactory di Termoli. Due capitoli che, secondo il sindacato, non avrebbero trovato riscontro concreto negli sviluppi successivi.
Il quadro descritto dalla Fiom è tutt’altro che rassicurante. Lodi sottolinea il costante ricorso alla cassa integrazione e denuncia una politica di progressivo svuotamento degli stabilimenti, anche attraverso uscite incentivate. Un segnale, secondo il sindacato, della mancanza di una vera strategia industriale capace di garantire volumi produttivi, occupazione e prospettive agli impianti italiani.

Da qui la richiesta di un confronto urgente tra Stellantis e organizzazioni sindacali prima del 21 maggio, data in cui è atteso l’annuncio del nuovo piano industriale. Per la Fiom, arrivare a quell’appuntamento senza un dialogo preventivo significherebbe lasciare lavoratori e territori nell’incertezza.
Lodi chiama infine in causa direttamente Palazzo Chigi. Secondo il segretario nazionale Fiom, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrebbe istituire un tavolo permanente sull’automotive, vista la gravità della situazione. “La crisi del settore è a un livello di emergenza senza precedenti”, avverte il sindacalista, sostenendo che non possa essere affrontata con semplici annunci o ricostruzioni ottimistiche.
