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Cassino può parlare cinese: il ministro Urso apre all’ipotesi Dongfeng per lo stabilimento Stellantis

Per Cassino la pista Dongfeng appare meno teorica di quanto potesse sembrare

Stellantis Cassino

Dopo aver imparato a convivere con la dimensione francese di Stellantis, lo storico stabilimento di Cassino potrebbe trovarsi ora davanti a uno scenario del tutto nuovo: un possibile asse con la Cina. Non si tratta più soltanto di voci di corridoio, perché a riaccendere il dibattito è stato direttamente il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che non ha escluso l’eventualità di un coinvolgimento della cinese Dongfeng Motor in un’operazione legata al sito laziale.

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Adolfo Urso non ha escluso l’eventualità di un coinvolgimento della cinese Dongfeng Motor per lo stabilimento di Cassino

Le parole del ministro, pronunciate a margine di un evento sulla Motor Valley a Bologna, hanno dato un peso diverso a un’ipotesi che fino a poche settimane fa sembrava confinata alle indiscrezioni. “Siamo aperti a investitori stranieri che intendessero scommettere sul nostro Paese”, ha dichiarato Urso, rispondendo a una domanda sui possibili colloqui tra Stellantis e Dongfeng. Un’apertura che, nel caso di Cassino, assume un significato particolarmente delicato.

Lo stabilimento fondato da Fiat nel 1972 vive infatti una fase di forte incertezza. La riduzione dei volumi produttivi, il ricorso agli ammortizzatori sociali e la fragilità dell’indotto stanno pesando sempre di più sul territorio. Per questo, l’ipotesi di una collaborazione industriale o persino di una più ampia operazione con un costruttore cinese viene osservata con attenzione, ma anche con inevitabile preoccupazione.

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dongfeng

Dal fronte sindacale emergono posizioni differenti ma accomunate dalla richiesta di chiarezza. Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim Cisl, ha ricordato che di questa possibilità si discute da tempo e ha sottolineato come una collaborazione non sarebbe vista necessariamente come un problema, purché serva a riportare produzioni importanti a Cassino. Più netto il rappresentante della Fiom-Cgil, Andrea Di Traglia, che chiede al ministro e a Stellantis di chiarire rapidamente quale sia il destino del sito, possibilmente prima del 21 maggio, data attesa per il nuovo piano industriale del CEO Antonio Filosa.

Il nodo, del resto, non è solo strategico ma anche sociale. Le buste paga dei lavoratori sono già state colpite pesantemente dalla crisi produttiva e anche l’indotto locale sta vivendo una fase drammatica. Il rischio è che il progressivo svuotamento dello stabilimento trascini con sé una parte importante dell’economia del basso Lazio.

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Stellantis Cassino

In questo contesto, la pista Dongfeng appare meno teorica di quanto potesse sembrare. Anche perché l’ipotesi di una continuità nella produzione automobilistica non si scontrerebbe con i vincoli industriali del sito, come ricordato anche nelle recenti posizioni espresse dal Consorzio Industriale del Lazio. Per Cassino, insomma, la prospettiva cinese non viene letta solo come una suggestione geopolitica, ma come una possibile strada per evitare un lento declino. E oggi, più che mai, il territorio aspetta risposte concrete.