Fiat Pandina continuerà a essere protagonista del mercato italiano ed europeo almeno fino al 2029. A confermarlo è Gaetano Thorel, responsabile di Fiat Europa, che in un’intervista esclusiva ad Auto Express ha fatto il punto sul futuro di uno dei modelli più rappresentativi del marchio torinese. Per milioni di automobilisti e per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, da sempre legato alla produzione della Panda, si tratta di una notizia importante.
L’attuale Fiat Pandina avrà ancora vita lunga: la sua presenza sul mercato è confermata fino al 2029
L’attuale Fiat Pandina, così ribattezzata ufficialmente per distinguersi dalla nuova Grande Panda, è stata infatti aggiornata per rispettare le normative Euro 7 sulle emissioni. Un passaggio fondamentale che consente alla citycar di proseguire la propria carriera commerciale ancora per diversi anni, confermando il suo ruolo centrale nella gamma Fiat.
Ma più dei numeri e della tecnica, a colpire sono le parole con cui Thorel descrive il valore di questa vettura. La Pandina viene definita una vera “vettura totale”, capace di attraversare categorie sociali molto diverse e di restare una scelta trasversale come poche altre auto oggi sul mercato. “È la seconda o terza auto per una famiglia benestante, ma è anche l’unico mezzo per famiglie a basso reddito che la usano per tutto, dalla spesa ai lunghi viaggi”, ha spiegato il manager.
È proprio questa capacità di adattarsi a esigenze molto differenti ad aver reso Panda, e ora Fiat Pandina, un piccolo fenomeno italiano. Da un lato c’è chi la sceglie come auto pratica, compatta e cittadina; dall’altro chi la considera ancora oggi un mezzo affidabile per affrontare ogni necessità quotidiana, senza rinunciare a semplicità e costi contenuti.

Secondo Thorel, sarà proprio questa versatilità a guidare anche lo sviluppo della futura erede. La prossima generazione, infatti, non dirà addio ai motori termici, ma seguirà una strategia multi-energy, pensata per offrire soluzioni diverse in base ai reali bisogni dei clienti. Un’impostazione che conferma la missione storica del modello: restare accessibile, concreta e vicina alla vita delle persone.
