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Stellantis: a Pomigliano cresce la preoccupazione dopo il -21,9% della produzione nel 2025

Lo scorso anno nella fabbrica campana di Stellantis sono state prodotte un totale di 131.180 vetture con la produzione in calo del 21,9%

Stellantis Pomigliano

Cresce la preoccupazione nello stabilimento Stellantis di Pomigliano dopo l’addio di Dodge Hornet e il forte calo della produzione nel 2025. Lo scorso anno nella fabbrica campana di Stellantis sono state prodotte un totale di 131.180 vetture con la produzione in calo del 21,9 per cento rispetto al 2024. Da luglio dello scorso anno è attiva la cassa integrazione per il 39 per cento della forza lavoro del sito produttivo.

Il 2026 non promette nulla di buono per lo stabilimento campano dove nel 2025 si è registrato anche il forte calo di Alfa Romeo Tonale che con 17.200 unità ha visto diminuire la sua produzione del 32 per cento rispetto all’anno precedente. Si spera naturalmente che con l’arrivo della versione aggiornata il SUV del biscione possa invertire la tendenza cosa che effettivamente sembra già essere iniziata nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Dopo un 2025 molto negativo monta la preoccupazione di lavoratori e sindacati dello stabilimento Stellantis Pomigliano

Vanno meglio le cose per Fiat Panda che continua ad essere l’auto più venduta in Italia. In totale la city car di Fiat è stata prodotta a Pomigliano lo scorso anno in 112.690 unità pari al 53% dei volumi nazionali. Anche la Pandina però registra una flessione del 14% rispetto al 2024. Nel 2025 lo stabilimento di Pomigliano d’Arco ha registrato un numero elevato di stop produttivi: 91 giornate di fermo sulla linea Tonale-Hornet e 57 su quella della Panda, con ricadute occupazionali che hanno coinvolto da mille a oltre 3.700 addetti nei momenti di blocco totale.

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Da luglio è inoltre operativo un contratto di solidarietà che interessa in media il 39% della forza lavoro, rendendo l’incertezza una condizione ormai strutturale. A peggiorare il quadro pesa la chiusura anticipata della produzione della Dodge Hornet, motivata da cambiamenti nelle politiche commerciali e dall’impatto dei dazi Usa. La decisione ha alimentato le preoccupazioni di lavoratori e sindacati, che parlano apertamente di crisi strutturale e chiedono interventi urgenti per il futuro del sito.

fabbrica stellantis
Sar‡ in vendita dall’estate nei principali mercati europei la nuova Fiat Pandina prodotta a Pomigliano d’Arco. Il nome Ë stato scelto – ha spiegato Olivier Francois, amministratore delegato di Fiat e direttore marketing globale di Stellantis – perchÈ Ë il soprannome con cui gli italiani l’hanno sempre chiamata in modo affettuoso. Viene presentata il 29 febbraio per rendere omaggio allo storico lancio della prima Panda nel 1980, che fu presentata al presidente della Repubblica Sandro Pertini nella stessa data. La produzione inizia a giugno, 29 febbraio 2024. ANSA/UFFICIO STAMPA +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

Sulla situazione della fabbrica ha detto la sua anche Nino Simeone, capogruppo di Fico Presidente che si è rivolto al Governo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione Campania chiedendo di avviare subito un confronto politico serio e vincolante con Stellantis. «Il tempo delle promesse è finito, ha sottolineato Pomigliano non può essere sacrificata alle strategie industriali, e i lavoratori hanno diritto a risposte concrete».

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Sulla stessa linea si collocano i sindacati. Per Cisl e Fim di Napoli la crisi dell’automotive, e in particolare quella dello stabilimento campano, impone un cambio di passo immediato. Anche la Uilm esprime forte allarme: secondo i vertici regionali e provinciali, il 2026 si apre tra molte incognite, con produzioni insufficienti a garantire continuità occupazionale e un indotto già duramente provato.

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