Sono giorni delicati nei rapporti tra Stellantis e la sua rete di concessionari europei, impegnati in una trattativa che riguarda i futuri accordi di concessione. Sul tavolo non ci sono solo le condizioni commerciali, ma anche i principi di collaborazione nell’assistenza post-vendita, un tema diventato sempre più centrale in una fase segnata da richiami di massa e forti pressioni operative sulle officine.
Cresce la tensione tra Stellantis e la rete europea: al centro del confronto ci sono tempi di officina, costi e nuovi contratti
Uno dei nodi principali riguarda il sistema di fatturazione di alcuni interventi, in particolare il tempo riconosciuto dalla casa madre per specifiche lavorazioni. Secondo i concessionari, le tempistiche fissate dal gruppo guidato da Antonio Filosa non sarebbero allineate alla realtà quotidiana delle officine e rischierebbero di scaricare sulla rete una parte rilevante dei costi operativi.
La questione emerge con ancora più forza nelle attuali campagne di assistenza legate alla sostituzione degli airbag Takata, che stanno mettendo sotto pressione i centri di assistenza in diversi Paesi europei. Le officine si trovano infatti a gestire un numero molto elevato di interventi, con una mole di lavoro che, secondo i rappresentanti della rete, rende ancora più evidente la distanza tra gli standard teorici indicati dal produttore e i tempi effettivamente necessari per completare ogni operazione.
Il punto contestato è chiaro: Stellantis, secondo i concessionari, considera nei propri parametri soprattutto il tempo tecnico puro della sostituzione, cioè la rimozione del componente difettoso e l’installazione di quello nuovo. Nella pratica, però, il processo richiede molto di più, tra accoglienza del cliente, gestione amministrativa, organizzazione del veicolo e verifiche finali. È proprio su questa differenza che la rete chiede una revisione.

Accanto al fronte officine, resta aperto anche il tema dell’adeguamento delle concessionarie ai nuovi standard voluti dal gruppo. Stellantis starebbe accelerando sulla riqualificazione delle strutture, ma i concessionari guardano con preoccupazione sia all’entità degli investimenti richiesti sia alle indiscrezioni su un possibile ritorno a showroom con meno marchi rispetto al modello delle cosiddette “Stellantis Houses”.
Nelle trattative rientra anche la definizione dei periodi di preavviso nei contratti di concessionaria, un aspetto ritenuto fondamentale dalla rete per poter ammortizzare gli investimenti necessari. Il confronto resta quindi aperto e, almeno per ora, il clima appare tutt’altro che disteso.
