Lancia è un marchio che ormai quasi sopravvive a se stesso. Senza cattiveria, certo, ma serve la lucidità dei fatti: quello che rimane della gloriosa casa torinese è oggi un’entità ridotta all’osso, tenuta in vita da Stellantis con il contagocce e una strategia che punta tutto sulla Ypsilon, assemblata a Saragozza, basata sulla piattaforma modulare CMOD, la stessa che regge Fiat 600, Alfa Romeo Junior, Jeep Avenger, Opel Corsa, Peugeot 208 e DS 3 Crossback. Una famiglia numerosa e promiscua, insomma.
La Ypsilon è disponibile con motorizzazione termica ed elettrica, e ha dalla sua il pregio di esistere davvero, cosa non scontata per un marchio che negli anni ha visto sfumare più annunci che modelli.
Poi c’è la Fulvia. O meglio, c’è il nome Fulvia, regolarmente depositato da Stellantis presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale. Un atto che basta a far impazzire i puristi, quelli che ancora ricordano l’originale prodotta tra il 1963 e il 1976, offerta nelle varianti berlina, coupé e fastback, con motori V4 di piccola cilindrata e cambi a quattro o cinque marce. Un’auto vera, con carattere proprio. I suoi eredi spirituali, Beta e Trevi, non riuscirono mai a replicarne il fascino.
Oggi a riempire quel vuoto ci pensano i designer digitali. L’ultimo in ordine di tempo è capriotti_cardesign, che ha condiviso sui social un rendering di una Lancia Fulvia reinterpretata in chiave roadster: due porte, cielo aperto, frontale che riprende la Ypsilon e un posteriore che, bisogna ammetterlo, funziona.

Il frontale invece chiede ancora qualche sessione di lavoro. Nel complesso, però, l’idea regge: una roadster compatta che, sulla carta, potrebbe sfidare la Mazda MX-5. Sulla carta, appunto.
Perché un’auto così, per essere credibile, avrebbe bisogno di un motore con carattere, di un cambio manuale disponibile senza asterischi nel listino, della trazione posteriore e di un prezzo che non scoraggi prima ancora del test drive. Tutte cose che, nel 2026, sembrano più un manifesto romantico che un progetto industriale.

Una nuova Fulvia arriverà? Difficile crederci nell’immediato. E se arrivasse, quasi certamente condividerà la solita piattaforma di gruppo. Sperare in qualcosa di autentico, oggi, con Lancia ridotta a un’ombra di quello che era, richiede una buona dose di coraggio.
