Ricordate Lancia? Parliamo della casa che faceva impazzire i rally e metteva ansia ai tedeschi. Ecco, adesso vende meno di 12.000 auto l’anno. Nel 2025 il marchio torinese ha toccato il fondo con 11.747 immatricolazioni in tutta Europa, un numero che fa sembrare glorioso persino il fallimento di Chrysler (diversi anni fa) nel continente. Dalle 300.000 consegne del 1990 a questa agonia amministrata da Stellantis, il declino è stato spettacolare quanto prevedibile.
Il problema sarebbe semplice. Lancia vende un solo modello. La Ypsilon, una citycar basata su Opel Corsa e Peugeot 208, con un turbo tre cilindri o un motore elettrico che non entusiasma nessuno. Prezzi gonfiati, fascino sufficiente, affidabilità Stellantis. Una combinazione per sparire dal mercato senza troppo clamore.

I dati dell’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili sono impietosi. Sono 11.747 immatricolazioni per Lancia e Chrysler insieme. Già, insieme. Perché Chrysler, che ha abbandonato l’Europa tra il 2011 e il 2017, ha comunque piazzato 75 auto nel 2025. Settantadue Pacifica e tre 300C, la berlina gemellata con la Dodge Charger e che è uscita di produzione nel 2023 con un fiasco niente male.
Lancia sopravviverà. Ce lo diciamo, forse ce lo chiediamo. “Probabilmente” terrà duro, ma solo perché Stellantis ha deciso di concederle un’ultima possibilità. Nel 2026 arriverà la Gamma, un fastback lungo 4,7 metri costruito sulla piattaforma STLA Medium a Melfi. Multi-energia, il che significa elettrico più qualche turbo con assistenza ibrida. Nel 2027 seguirà la versione HF ad alte prestazioni, e nel 2028 tornerà la Delta, 4,4 metri di nostalgia elettrica con oltre 400 cavalli nella variante HF Integrale. Almeno nei piani e nelle indiscrezioni, con il nuovo stile portato dalla Ypsilon.

Tutto molto emozionante sulla carta, se non fosse che Lancia diventerà completamente elettrica entro il 2030. Forse ci ritrovremo davanti a un marchio che ha fatto la storia dei rally rischia di sparire vendendo crossover elettrici anonimi.
