Una Ferrari F512M del 1996 sarà offerta alla tentazione dei potenziali acquirenti nell’asta di Bonhams Cars in programma per il 3 maggio a Miami, in Florida. Consegnata nuova in Svizzera, questa “rossa” è uno degli ultimi esemplari della specie costruiti. Porta in dote quindi i miglioramenti derivanti dalla maturità del prodotto. Ad aumentarne l’appeal ci pensa il fatto che dopo di lei, fra le auto “ordinarie” (ossia diverse dalle limited edition) del “cavallino rampante”, non si sono più viste altre creature con motore V12 disposto alle spalle dell’abitacolo.
Evoluzione finale dell’iconica Testarossa, la Ferrari F512 M ha chiuso una saga di grande nobiltà, che si è fissata nei piani alti della storia automobilistica e dell’immaginario collettivo. L’esemplare messo in vendita ha vinto il trofeo Platinum e il premio di classe in occasione di Cavallino Classic 2026, da poco andato in scena a Boca Raton, in Florida. Questa supercar brilla come notevole esempio di conservazione e autenticità. Sicuramente non mancherà l’interesse nei suoi confronti.
Al momento non disponiamo della scheda tecnica e dei valori di stima ma non c’è dubbio sul fatto che questi si spingeranno oltre il raggio d’azione dei comuni mortali, i cui sogni di alta gamma, in ambito automobilistico, sono troncati sul nascere dalle ristrettezze economiche.
Lanciata nel 1994, al Salone dell’Auto di Parigi, la Ferrari F512M non è entrata nel cuore degli appassionati con la stessa forza seduttrice della Testarossa e della successiva 512 TR, di cui ha preso il posto in listino. Questo è imputabile a uno stile meno aggraziato delle altre due, che hanno scritto nuovi canoni di riferimento in termini di splendore. A suo favore, però, gioca la rarità, che si traduce in quotazioni più alte delle sorelle. Nel mondo del collezionismo funziona così, anche se il cuore della gente si orienta in modo diverso.
Di lei possiamo dire, senza timore di smentite, che è l’espressione meno bella della sua stirpe. A parziale discolpa può essere citata la perfezione estetica delle antesignane, che ha complicato enormemente il tentativo di dare un look ancora più grintoso ma classicheggiante, pur se svolto sempre da Pininfarina, la cui firma campeggia anche sulla Testarossa e sulla 512 TR.
Qui la voglia di trapiantare elementi grafici della F40 nel frontale e della F355 nello specchio di coda non si è tradotta in perfetta armonia d’insieme. Anche il design dei nuovi cerchi componibili ad elica, per quanto splendidi nella loro trama, si coniuga male col resto della composizione, o comunque in modo meno felice. Qui non c’è la purezza armonica delle progenitrici, ma il fascino è comunque molto alto ed è condito da chiare note di aggressività.
Tornando alla Ferrari F512 M, questa fu pure sottoposta a un processo di alleggerimento. La riduzione del peso, quantificabile in circa 20 chilogrammi rispetto alla 512 TR, accredita ulteriormente la lettera finale della sigla, che sta per modificata. Sotto il cofano posteriore di questa “rossa” pulsa con grande vigore un motore a 12 cilindri da 5.0 litri, con angolo di 180 grandi fra le due bancate, in grado di esprimere una potenza massima di 440 cavalli, contro i 428 della 512 TR e i 390 della Testarossa.
Il lavoro sul fronte propulsivo fu di alta qualità. Se ne giovò il quadro prestazionale, con performance leggermente migliori rispetto allo step precedente. Ecco alcune cifre: accelerazione da 0 a 100 km/h in 4.7 secondi e da 0 a 1000 metri in 22.7 secondi. La velocità massima era nell’ordine dei 315 km/h. Solo 501 gli esemplari realizzati. Dopo la sua uscita di scena, avvenuta nel 1996, giunse la 550 Maranello, che riportò i buoi davanti al carro.
Fonte | Bonhams Cars
