La Maserati 450S è una stella brillante nella galassia del “tridente“. Frutto dell’innovazione ingegneristica e dell’ambizione agonistica, questa barchetta da corsa portava in dote il migliore DNA sportivo del marchio modenese. Nel 2026 compie il settantesimo compleanno. Un anniversario che merita di essere celebrato, per l’eccellenza del mezzo.
Lanciata nel lontano 1956, la “belva” in esame entrò in scena nell’epoca d’oro dell’automobilismo da corsa, col chiaro intento di sfidare la Ferrari, al più alto livello. Il gruppo dei progettisti, sotto la supervisione dell’ingegnere Giulio Alfieri, diede piena libertà al proprio sapere, per confezionare un prodotto di grande livello tecnico e prestazionale, che potesse dire la sua nell’accesa battaglia con le rivali del “cavallino rampante”.
Il compito di animarne le danze fu assegnato a un motore V8 da 4.5 litri di cilindrata, che si distinse in termini di vigore energetico, toccando cifre al vertice assoluto della specialità. Qui i cavalli al servizio del comando dell’acceleratore erano ben 400, a 6.500 giri al minuto, con una coppia massima di 455 Nm a 4.500 giri al minuto. In quel periodo storico erano dati impressionanti, ancor più perché espressi su un corpo vettura il cui peso non superava i 790 chilogrammi.
Il generoso cuore era alimentato da quattro carburatori Weber 45 IDM, che lo irroravano con copiose abbuffate di ottani. Le metriche si ponevano al top, come si evince dalla velocità massima, di oltre 320 km/h. Ancora oggi questo numero fa un grande effetto, figuriamoci negli anni cinquanta. Il vigore energetico della Maserati 450S giungeva a terra, sulle ruote posteriori, col supporto di una trasmissione manuale a cinque marce, di tipo ZF.

Sul fronte strutturale, la barchetta modenese era incardinata su un telaio tubolare a traliccio, con elementi di vario spessore, per assicurare la migliore miscela fra leggerezza e rigidità. Su questa base trovava ancoraggio la filante carrozzeria in alluminio, molto curata sul fronte aerodinamico, per garantire il miglior mix fra deportanza e scorrevolezza.
Molto incisiva sul piano del temperamento, la Maserati 450S pagò dazio ad alcuni imprevisti e a una manciata di avarie, che le impedirono di regalare alla casa modenese quel successo iridato alla cui ricerca andava e che il veicolo in esame poteva meritare. Comunque il modello non patì mai guasti al motore, la cui robustezza si mostrò a prova di bomba, nonostante la potenza superiore a quella delle avversarie. I frequenti ritiri avvennero per altre cause.
Questa vettura, nel 1957 vinse, nella sua classe, addirittura tutte le corse portate a termine. Diciamo che non conosceva le mezze misure: se non costretta all’abbandono prima della bandiera a scacchi, tagliava in testa la linea del traguardo. Nella sua categoria incuteva rispetto e i rivali la temevano davvero tanto.
Anche se non centrò i titoli cercati, della Maserati 450S resta comunque il ricordo di una grinta fuori dal comune. Questa emerse in tutti i contesti agonistici, anche in quelli più speciali come la Mille Miglia, la 12 Ore di Sebring e la Targa Florio. A bordo della vigorosa creatura del “tridente” entrarono in scena piloti del calibro di Stirling Moss e Juan Manuel Fangio, solo per citarne un paio. In totale, nell’arco della sua carriera sportiva, mise a segno 31 successi, fino al 1962.
Venerata dagli appassionati per la sua modernità e per la vena passionale, la Maserati 450S prese forma in soli 9 esemplari. Quando uno di questi finisce all’asta, i collezionisti di tutto il mondo si mettono in fila nella speranza di accaparrarselo. Di grande fascino la carrozzeria, plasmata con notevole grazia. Da qualsiasi prospettiva di osservazione regala piacevoli stimoli sensoriali, ma sono la vista frontale e quella di 3/4 anteriore a catturare più di tutte le altre il cuore.
Pur non vantando una carriera sportiva da primatista, questa barchetta si è consegnata alla storia, come un‘icona del “tridente”. La Maserati 450S si distinse, oltre che per la strabiliante potenza, anche per le sue doti dinamiche. Stabile e maneggevole, questa creatura emiliana era molto incisiva in termini di handling, nei vari contesti operativi. Il suo equilibrio non deludeva.
Nata per prendere il posto della 300S, come punta di diamante della casa modenese nel mondo delle corse, la 450S aveva un fascino stellare. Le dimensioni erano allineate a quelle della concorrenza, con una lunghezza di 4.350 mm, una larghezza di 1.550 mm, un’altezza di 1.000 mm. Ad eccezione della lunghezza, qui superiore, siamo sugli stessi livelli della Ferrari 250 Testa Rossa del 1957.
Fonte | Maserati
