C’è un garage nel Lincolnshire che custodiva, dal 1988, una Citroën BX 16RS del 1983. Trentasei anni di polvere, ruggine, danni da roditori e una ruota mancante. Un motore che non accenna ad avviarsi. Sul lunotto posteriore, un adesivo sopravvissuto al tempo: “Ama guidare, odia le officine”.
Fin qui, la solita storia romantica del “ritrovamento in fienile”, conosciuto popolarmente tra gli appassionati come barn find. Ma questa volta c’è dell’altro. Il proprietario della BX era un ingegnere aeronautico della Royal Air Force. Uno di quelli che avevano contribuito a costruire il Thrust 2, l’auto che nell’ottobre del 1983 stabilì il record mondiale di velocità su terra: 1019.468 km/h, con 1047.490 km/h di punta, secondo le cronache dell’epoca. Un uomo che aveva toccato i limiti fisici della velocità, e che poi era tornato a casa, aveva comprato una berlina familiare francese e l’aveva guidata per cinque anni prima di parcheggiarla per sempre.

Jonny Smith di The Late Brake Show è andato a ispezionare la vettura, documentando lo stato di abbandono. La figlia del proprietario, oggi scomparso, spera ancora che qualcuno la restauri. Il primo tentativo è già fallito.
Vale la pena farlo? La BX non è mai stata un’auto rara in senso assoluto. Citroën ne produsse oltre 2,3 milioni di esemplari tra il 1982 e il 1994. In Gran Bretagna, però, la storia è diversa. Oggi circolano solo 194 esemplari, mentre altri 1.083 risultano fuori uso nei registri ufficiali. Siamo nell’ordine del patrimonio storico, non della semplice auto d’epoca.

Una berlina a benzina del 1983 restaurata invece che fatta fuori (inquinando con lo smaltimento) non è certamente la risposta alla crisi climatica. Un’auto elettrica moderna produce mediamente tra il 17% e il 30% di emissioni in meno sull’intero ciclo di vita. Ma un esemplare raro preservato per uso collezionistico o didattico è un’altro discorso, e confondere le due cose è un errore intellettuale prima ancora che ambientale.
La BX è ancora ferma nel magazzino, in bilico tra rottame e reliquia. La vera domanda non è se qualcuno la salverà. È se sappiamo ancora dare valore alle cose prima di buttarle via.
