Samsung SDI ricalibra la propria strategia negli Stati Uniti e lo fa seguendo una traiettoria che sta diventando sempre più evidente in tutto il settore: meno esposizione immediata al mercato nordamericano dell’auto elettrica e maggiore attenzione ai sistemi di accumulo di energia. La società coreana, partner di Stellantis nella joint venture StarPlus Energy, ha infatti avviato una conversione rapida di parte delle linee produttive verso le batterie destinate agli ESS, gli Energy Storage System, in risposta a un rallentamento che continua a pesare sulla domanda di veicoli elettrici in Nord America.
Samsung riconvertirà le linee di produzione nella fabbrica in JV con Stellantis per la produzione di sistemi di accumulo
A confermarlo è stato l’amministratore delegato Choi Joo-sun, intervenendo davanti agli azionisti durante la 56ª assemblea generale annuale della società, tenutasi il 18 marzo a Seul. Il manager ha spiegato che alcune linee di produzione della joint venture con Stellantis sono già state riconvertite verso i sistemi di accumulo energetico, una mossa che segnala chiaramente un cambio di priorità industriale. Alla domanda su un eventuale rafforzamento del controllo di Samsung SDI nella joint venture, Choi ha parlato di “diverse opzioni strategiche” attualmente in fase di valutazione, evitando però di entrare nei dettagli finché i piani non saranno stati definiti.
Il segnale è forte, anche perché non si tratta di un caso isolato. Nello stesso contesto, LG Energy Solution ha recentemente modificato la propria joint venture canadese con Stellantis, NextStar Energy, trasformandola in una struttura operativa interamente concentrata sulle batterie per sistemi ESS. È il segno di una tendenza più ampia: i grandi produttori di celle stanno adeguando i propri investimenti a una domanda di mercato che, almeno nel breve termine, appare più vivace nello storage energetico che nell’automotive elettrico puro.

Nel caso di StarPlus Energy, il riassetto è già visibile. Nello stabilimento dell’Indiana, tre delle quattro linee produttive risultano oggi dedicate alle batterie ESS, mentre ulteriori investimenti per un secondo impianto sono stati sospesi. Una decisione che riflette prudenza, ma anche la volontà di concentrare le risorse in un segmento che in questo momento garantisce prospettive di crescita più solide e una domanda più prevedibile.
Parallelamente, Samsung SDI sta valutando nuove leve finanziarie per sostenere l’espansione nel business delle batterie al litio ferro fosfato, le LFP, tecnologia sempre più centrale sia per i sistemi di accumulo sia per alcune applicazioni automotive. Tra le opzioni sul tavolo c’è anche la possibile monetizzazione della partecipazione del 15,2% detenuta in Samsung Display. Lo stesso Choi ha confermato che la vendita della quota è oggetto di valutazione per reperire capitali da destinare agli investimenti, pur precisando che entità e tempistiche dell’operazione non sono ancora state definite. L’eventuale dismissione, ha aggiunto, verrebbe comunque supervisionata da un comitato di amministratori indipendenti.
La scelta di accelerare sugli ESS arriva in una fase in cui Samsung SDI sta raccogliendo risultati concreti proprio in questo mercato. Dopo un accordo da 2 trilioni di won siglato a dicembre per il Samsung Battery Box 2.0, l’azienda ha ottenuto nuovi contratti a gennaio e marzo, compreso un ordine da 1,5 trilioni di won per celle prismatiche destinate ai sistemi di accumulo energetico. Secondo gli analisti del settore, tra i principali clienti di queste recenti commesse potrebbe esserci anche Tesla, elemento che rafforzerebbe ulteriormente il peso strategico del business ESS nel portafoglio della società.

Accanto alla gestione dell’attuale fase di mercato, Samsung SDI continua comunque a guardare avanti sul piano tecnologico. L’azienda ha ribadito l’obiettivo di avviare la produzione di massa di batterie interamente allo stato solido entro la seconda metà del 2027. Si tratta di accumulatori basati su tecnologia “anodo-free”, destinati non solo ai veicoli elettrici di fascia alta, ma anche a comparti specializzati come robotica e droni.
Nonostante un ultimo esercizio chiuso con ricavi per 13.270 miliardi di won e una perdita operativa di 1.720 miliardi, Samsung SDI guarda con fiducia alla seconda metà del 2026 per una ripresa più consistente. L’obiettivo dichiarato è tornare alla redditività trimestrale entro l’anno, facendo leva proprio sull’espansione delle attività ESS e sullo sviluppo delle nuove generazioni di batterie.
