Tesla ci riprova: la Gigafactory che arranca adesso vuole costruire le batterie

Tesla annuncia 250 milioni di dollari di investimento e nuove assunzioni a Grünheide: entro il 2027 celle e veicoli prodotti sotto lo stesso tetto.
tesla gigafactory gruenheide

Tesla ha un piano preciso per Grünheide, e questa volta parla con i soldi prima ancora che con le parole. L’azienda ha annunciato un investimento di quasi 250 milioni di dollari, oltre 210 milioni di euro al cambio attuale, per costruire una capacità produttiva di celle per batterie da 18 gigawattora all’anno all’interno del suo unico stabilimento automobilistico europeo, quello alle porte di Berlino. A seguire, più di 1.500 nuove assunzioni per sostenere una linea produttiva che, fino a oggi, non era mai partita davvero.

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Il punto è proprio questo. Finora a Grünheide si assemblano componenti per batterie, ma le celle arrivano dagli Stati Uniti via cargo. L’Europa, in questo segmento specifico, ha accumulato un ritardo strutturale sull’Asia che nessun annuncio da solo è in grado di colmare. Tesla vuole provarci comunque, puntando su un modello di integrazione verticale spinto: dal 2027, secondo i piani comunicati dall’azienda, celle e veicoli dovrebbero nascere nello stesso posto. Una rarità sul suolo europeo.

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Gli obiettivi di capacità crescono in fretta. A dicembre 2025 Tesla parlava di 8 gigawattora annui; adesso, con il nuovo investimento, la cifra (più che) raddoppia a 18. Sul fronte occupazionale, ad aprile era già stato annunciato l’arrivo di circa 1.000 nuovi lavoratori entro giugno, funzionali a portare la produzione settimanale di veicoli da 5.000 a 6.000 unità. I 1.500 legati alla divisione batterie si aggiungono a quella tranche, secondo una tabella di marcia che la stessa azienda definisce a medio termine, con 350 posizioni attese già entro fine anno.

tesla gigafactory gruenheide

Vale la pena ricordare dove si parte. La Gigafactory di Berlino-Brandeburgo è stata inaugurata circa quattro anni fa con un obiettivo dichiarato di 500.000 vetture l’anno, poi teoricamente raddoppiabile a un milione. A 6.000 unità settimanali si arriva a circa 300.000 veicoli annui: meno della metà del traguardo originale. La forza lavoro, nel frattempo, è scesa da 12.400 a 10.700 unità, con 500 lavoratori temporanei che dovrebbero essere stabilizzati nel corso dell’anno.

I risultati del primo trimestre 2026 mostrano fatturato e utili in crescita rispetto all’anno precedente, con una produzione globale salita del 13%. Abbastanza per giustificare ottimismo.

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La ministra dell’Economia del Brandeburgo, Martina Klement, ha letto l’annuncio come un segnale positivo per la Germania industriale in un momento non facile. Ha ragione sul principio. È da capire se Tesla saprà mantenere questa volta il passo con le proprie ambizioni.